Riscatto nella cassa pensioni: cosa deve sapere

Previdenza

I versamenti volontari nella cassa pensioni consentono di ridurre l’onere fiscale e migliorare la previdenza per la vecchiaia. Se può permettersi di versare più dei contributi obbligatori, vale senz’altro la pena valutare un riscatto.

Posizione Esperto in pensionamento

Aggiornato in data

15 agosto 2026

Che cos’è un riscatto nella cassa pensioni?

Ogni mese il datore di lavoro deduce dal suo salario i contributi destinati alla cassa pensioni. Su base volontaria, lei può versare contributi aggiuntivi. Per poter effettuare questi riscatti deve avere una lacuna contributiva. Poiché il reddito tende ad aumentare nel corso della vita professionale, quasi tutti gli assicurati presentano lacune contributive nella cassa pensioni.

Il riscatto nella cassa pensioni: da sapere

Scheda informativa

Questa scheda informativa le illustra gli aspetti da considerare in caso di riscatto volontario nella cassa pensioni.  

Un esempio: oggi guadagna 100’000 franchi all’anno. Sulla base di questo salario e degli attuali contributi di risparmio, la cassa pensioni calcola a quanto ammonterebbe il suo avere di vecchiaia se, a partire dai 25 anni, avesse sempre percepito lo stesso reddito. Questo importo corrisponde all’avere di vecchiaia regolamentare. Il suo avere effettivo è però inferiore, perché in passato guadagnava meno e ha quindi versato contributi più bassi. La differenza corrisponde al suo potenziale di riscatto.

Le lacune contributive possono derivare anche da un lungo periodo di formazione, da un’interruzione dell’attività professionale per occuparsi dei figli, da un soggiorno prolungato all’estero o da un divorzio. Se, cambiando lavoro, trasferisce dalla precedente cassa pensioni un capitale inferiore a quello necessario presso la nuova cassa per coprire le prestazioni regolamentari, può effettuare un riscatto nella nuova cassa fino a raggiungere la copertura completa di tali prestazioni. Il potenziale di riscatto diminuisce invece se il suo salario si riduce, per esempio perché diminuisce il grado di occupazione.

Perché conviene effettuare un riscatto nella cassa pensioni?

In generale, i riscatti migliorano le prestazioni di vecchiaia e, a seconda della cassa pensioni, anche quelle previste in caso di invalidità o decesso. Un altro importante vantaggio consiste nella possibilità di dedurre l’importo del riscatto dal reddito imponibile, come avviene per i versamenti nel terzo pilastro. Inoltre, l’avere non è soggetto all’imposta sulla sostanza e gli interessi maturati non sono imponibili come reddito.

Riscatti retroattivi nel pilastro 3a: quello che deve sapere

Scheda informativa

I versamenti di contributi 3a mancati possono recuperati in un secondo momento. Questa scheda informativa fornisce risposte alle domande più importanti sull’argomento. 

Le imposte sono dovute soltanto al momento della riscossione del capitale previdenziale. I prelievi in capitale sono tassati separatamente dal restante reddito, a un’aliquota ridotta: si tratta della cosiddetta imposta sulle prestazioni in capitale. Di norma, questa imposta è inferiore al risparmio fiscale ottenuto grazie al riscatto. Le rendite, invece, non beneficiano di un’aliquota agevolata e sono tassate come reddito all’aliquota ordinaria.

Quanto si può versare nella cassa pensioni?

La maggior parte delle casse pensioni indica l’importo massimo di riscatto nel certificato di previdenza che invia ogni anno agli assicurati. La cassa pensioni calcola questo importo in base alle informazioni di cui dispone. Tuttavia, non può sapere se lei possiede, per esempio, altri averi su un conto di libero passaggio o se in passato ha esercitato un’attività indipendente: entrambe le circostanze ridurrebbero il suo potenziale di riscatto. Chi ha già effettuato un prelievo per acquistare un’abitazione di proprietà, di norma può dedurre fiscalmente un successivo riscatto soltanto dopo aver rimborsato il prelievo anticipato.

Se vuole assicurarsi che le autorità fiscali riconoscano la deducibilità dei suoi versamenti volontari, faccia calcolare il potenziale di riscatto dalla sua cassa pensioni.

Cosa bisogna considerare prima di effettuare un riscatto?

Il secondo pilastro è destinato alla previdenza per la vecchiaia. Di norma, quindi, questi averi possono essere riscossi soltanto al momento del pensionamento. È possibile prelevarli prima solo a determinate condizioni, per esempio per finanziare un’abitazione di proprietà, avviare un’attività indipendente o lasciare definitivamente la Svizzera. Il prelievo anticipato richiede inoltre il consenso del coniuge.

Chi intende riscuotere in forma di capitale l’intero avere della cassa pensioni o una parte di esso deve effettuare l’ultimo riscatto almeno tre anni prima della riscossione. Se questo termine non viene rispettato, l’importo riscosso viene tassato a posteriori come reddito fino a concorrenza dei riscatti effettuati nei tre anni precedenti. Nella pratica, i contribuenti commettono ripetutamente errori costosi perché interpretano in modo errato il termine di tre anni. Ritengono, per esempio, di poter riscuotere l’avere depositato su un conto di libero passaggio entro tre anni da un riscatto, poiché si tratta di forme previdenziali distinte. Tuttavia, il termine di tre anni successivo a un riscatto si applica a tutti gli averi del secondo pilastro, indipendentemente dalla forma in cui sono detenuti. Vale sia per i prelievi destinati alla proprietà abitativa sia per quelli conseguenti a un trasferimento definitivo all’estero o all’avvio di un’attività indipendente, nonché per i prelievi in capitale effettuati in seguito al pensionamento o al pensionamento parziale. Nella nostra scheda informativa gratuita trova le risposte alle principali domande sul termine di tre anni.

Verifichi che cosa accadrebbe all’importo versato volontariamente in caso di decesso. Se al suo decesso non vi sono persone aventi diritto a una rendita per superstiti, in determinate circostanze l’intero avere di vecchiaia può restare acquisito alla cassa pensioni. Il coniuge ha diritto a una rendita per superstiti; presso alcune casse pensioni e a determinate condizioni, questo diritto è riconosciuto anche al partner convivente. Spesso, tuttavia, la rendita per superstiti non aumenta nonostante il riscatto, poiché corrisponde a una percentuale fissa del salario assicurato.

Si informi sulla situazione finanziaria della sua cassa pensioni. Un riscatto è opportuno soltanto se il grado di copertura della cassa pensioni è superiore al 100 percento. In caso di copertura insufficiente, la cassa pensioni potrebbe essere costretta a ridurre tutti gli averi di risparmio in misura corrispondente al deficit di copertura. La riduzione riguarderebbe anche gli importi versati volontariamente.

Come si può aumentare il potenziale di riscatto?

Dal punto di vista fiscale, i riscatti nella cassa pensioni sono particolarmente vantaggiosi per i titolari d’azienda e i dipendenti con salari elevati. Molti hanno già esaurito il proprio potenziale di riscatto, ma vorrebbero versare ulteriori contributi nella cassa pensioni.

Ciò è possibile se l’impresa ottimizza i piani previdenziali esistenti e sfrutta meglio il margine consentito dalla legge nell’ambito del secondo pilastro. Nella maggior parte dei piani previdenziali, i contributi di risparmio annui sono nettamente inferiori al limite legale del 25 percento. Spesso, inoltre, è assicurata soltanto una parte del salario. Aumentando i contributi di risparmio e il salario assicurato, il potenziale di riscatto degli assicurati può crescere anche di diverse centinaia di migliaia di franchi.

Idealmente, queste ottimizzazioni vengono attuate mediante un piano 1e. In questo modo, gli assicurati possono anche decidere autonomamente come investire il capitale versato. Il potenziale di riscatto può essere ulteriormente aumentato adeguando il regolamento della cassa pensioni in modo che preveda anche riscatti destinati a finanziare un pensionamento anticipato.

Per chi è titolare di un’impresa, l’aumento del potenziale di riscatto può generare un notevole risparmio fiscale in vista della vendita dell’azienda o del suo trasferimento a un successore. Grazie ai riscatti nella cassa pensioni è infatti possibile trasferire capitale dall’impresa alla sostanza privata beneficiando di agevolazioni fiscali.

Come si può ottimizzare il rendimento?

Il rendimento di un riscatto dipende da numerosi fattori: l’entità del risparmio fiscale, il tasso d’interesse riconosciuto sull’avere, il tempo che intercorre prima della riscossione e la forma scelta per il prelievo. In linea generale, il rendimento più elevato si ottiene effettuando il riscatto negli anni che precedono il pensionamento. In quel periodo, infatti, il salario e, di conseguenza, l’effetto della progressione fiscale sono generalmente più elevati. Inoltre, l’avere viene riscosso dopo poco tempo. Il rendimento tende a essere maggiore anche se l’avere viene percepito in forma di capitale anziché come rendita e se i riscatti vengono scaglionati su più anni.

Tenga presente che alcune casse pensioni consentono di effettuare riscatti soltanto fino a tre anni prima del pensionamento. Se prevede di riscuotere in forma di capitale tutto o parte del suo avere della cassa pensioni, deve inoltre rispettare il termine di tre anni tra l’ultimo riscatto e il prelievo in capitale.

Che cosa conviene di più: un riscatto nella cassa pensioni o un versamento nel pilastro 3a?

Se è dipendente, dovrebbe prendere in considerazione i riscatti volontari nella cassa pensioni soltanto dopo aver versato l’importo massimo nel pilastro 3a. Il pilastro 3a offre maggiore flessibilità, per esempio nella designazione dei beneficiari in caso di decesso o nella scelta degli investimenti.

Con un pilastro 3a con investimenti indicizzati, per esempio, può investire in azioni fino al 97 percento del suo avere e modificare la strategia d’investimento in qualsiasi momento. Ora è inoltre possibile recuperare retroattivamente i contributi non versati nel pilastro 3a. Questa possibilità riguarda tuttavia soltanto i contributi non versati dal 2025 in poi.
 

Conviene effettuare un riscatto con gli averi del pilastro 3a?

Il trasferimento degli averi del pilastro 3a alla cassa pensioni può essere opportuno se, una volta in pensione, preferisce la sicurezza offerta da una rendita. In alternativa, potrebbe investire gli averi 3a riscossi al momento del pensionamento in una rendita vitalizia, che, analogamente alla rendita della cassa pensioni, garantisce un reddito a vita. Le rendite vitalizie sono tuttavia meno vantaggiose delle rendite della cassa pensioni, anche se sono tassate in misura inferiore.