Testamento: tutto ciò che deve sapere

Chi redige il proprio testamento deve attenersi a requisiti formali e rispettare le disposizioni di legge. Altrimenti, a seconda delle circostanze, il testamento può essere invalidato o impugnato dagli eredi sfavoriti.

 

 

Perché bisogna fare testamento?

Quando una persona muore senza aver fatto testamento, è la legge a decidere a chi va il suo patrimonio. La successione legittima può non rispettare quanto auspicato dal defunto. In teoria, ciò che si riesce a guadagnare e a risparmiare dovrebbe essere destinato alle persone più care. Ma spesso sono proprie quelle che restano a bocca asciutta – soprattutto nel caso di coppie che vivono in concubinato e famiglie patchwork.

Ma attenzione: il partner superstite può ritrovarsi in difficoltà finanziarie anche nelle famiglie più tradizionali: a seconda di come è composto il patrimonio, infatti, quanto disposto per legge potrebbe non essere sufficiente per un futuro economicamente tranquillo. A tutelarsi reciprocamente dovrebbero essere soprattutto le coppie sposate che hanno casa. Altrimenti, nel caso peggiore, il partner superstite può essere costretto vendere la casa (o l’appartamento) per liquidare gli eredi legittimi.

Con un testamento è possibile, entro certi limiti, adattare alle proprie volontà quanto previsto per legge. È possibile ridurre la quota dei figli alla porzione legittima e, al contempo, lasciare al proprio coniuge una quota più elevata, in modo da garantirgli una maggior sicurezza finanziaria. Inoltre, in un testamento, è possibile nominare erede qualcuno che, ai sensi della legge, non erediterebbe nulla – come il partner convivente.

 

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Come si redige un testamento?

La legge distingue tre tipi di testamento:

  • il testamento olografo
  • il testamento pubblico
  • il testamento orale (testamento d’urgenza)

Il testamento olografo rappresenta la forma più frequentemente scelta. Deve essere scritto a mano dall’inizio alla fine, datato e firmato. Un testamento scritto al computer, anche se corredato di firma, non è valido. Lo stesso vale per testamenti scritti e firmati da più di una persona – da una coppia di coniugi ad esempio: ogni coniuge, infatti, deve redigere il proprio testamento autonomamente.

Anche un testamento senza data può essere invalidato se, dopo la morte del testatore, si trovano più versioni e non è chiaro quale sia stata scritta per ultima. Chi vuole revocare una vecchia versione, deve obbligatoriamente annotarlo nel nuovo testamento.

L’indicazione del luogo non è un requisito formale obbligatorio, ma è comunque raccomandato. In questo modo, si è sicuri che un testamento sia stato redatto in Svizzera e che non possa essere applicata altra legislazione oltre quella svizzera – se, ad esempio, un erede risiede in un altro paese.

I testamenti olografi generano spesso controversie. Succede quando non risulta chiaro quali fossero le volontà il defunto oppure sono presenti disposizioni contraddittorie. Un altro errore frequente: il testatore, nel disporre le sue ultime volontà, viola il diritto successorio ovvero le porzioni legittime. È aupiscabile far verificare forma e contenuto da un esperto.

In genere, chi redige un testamento fa riferimento a condizioni – famigliari e finanziarie – del momento. Queste, con il tempo, possono cambiare. Pertanto, ogni cinque anni, bisognerebbe verificare se quanto deciso un tempo rispecchi ancora volontà e situazioni più recenti.

Un testamento può essere modificato in ogni momento. Se vuole favorire in modo inappellabile il suo coniuge, la soluzione ideale è un contratto successorio allestito e firmato davanti a un notaio. Un contratto successorio è consigliabile anche qualora qualcuno rinunci volontariamente alla sua porzione legittima.

Chi trova un testamento di una persona deceduta è tenuto per legge a trasmetterlo alle autorità competenti. Tale prescrizione serve tuttavia a poco se chi lo trova non vi si attiene, magari perché il testamento è a suo sfavore. Per questo non lo si dovrebbe custodire in casa, bensì presso l’autorità competente. Questa varia a seconda del Cantone: l’amministrazione comunale, l’ufficio successioni, il tribunale distrettuale o il notariato pubblico. In Ticino va obbligatoriamente consegnato a un notaio pubblico.

Un testamento pubblico è un po’ più complicato rispetto a quello olografo. Deve essere redatto da un notaio e firmato in presenza di due testimoni. Il notaio appura e conferma la capacità di discernimento del testatore. Un testamento pubblico è inoltre l’unica possibilità per persone capaci di discernere, ma che non sanno scrivere o sono impediti da un ostacolo fisico come la cecità. I costi variano da cantone a cantone, bisogna comunque mettere in conto almeno un paio di centinaia di franchi.

Il testamento orale è previsto solo in casi di emergenza, quando non è possibile allestirlo in nessun’altra forma, per esempio se si è gravemente feriti o in caso di pericolo di morte imminente. Per un testamento orale sono necessari due testimoni che non siano né parenti del testatore, né beneficiari dell’eredità. Questi devono trasmettere immediatamente le ultime volontà alle autorità competenti e farle autenticare.

Se dopo 14 giorni si è di nuovo nelle condizioni di poter redigere un testamento olografo o pubblico, il testamento orale perde la sua validità. È consigliabile inoltre una revoca esplicita, per evitare incertezze al momento dell’apertura di un altro testamento.

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Cosa si può regolamentare in un testamento?

In un testamento si può mutare e stabilire la successione legittima, vale a dire chi riceve quale quota della successione. La legge però non lascia completamente liberi di decidere in merito. A coniuge e discendenti spetta di diritto la porzione legittima. Se non ci sono figli, anche i genitori del defunto hanno diritto a una porzione legittima. Certo: nel fare testamento le si può ignorare. Ma gli eredi sfavoriti possono impugnarlo e reclamare la propria porzione legittima.

Si considera un erede non solo un essere umano vivente ma anche bambini concepiti e non ancora nati, o istituzioni come fondazioni, associazioni, organizzazioni politiche. Gli animali non possono essere nominati quali eredi unici. Chi vuole nominare tra gli eredi un animale può farlo stabilendo delle condizioni: definisce per esempio un importo in denaro che gli altri eredi devono impiegare per mantenere e curare l’animale.

Nel testamento non solo si può stabilire chi eredita direttamente il patrimonio, ma anche a chi va in caso di decesso dell’erede. L’istituzione d’erede e la sostituzione fedecommissaria sono la scelta ideale per le famiglie patchwork. Così è possibile garantire che almeno parte del patrimonio lasciato in eredità al partner superstite, dopo la sua morte, torni alla famiglia del partner scomparso per primo.

Spesso è auspicabile nominare nel testamento i cosiddetti eredi sostituti – nel caso in cui un erede muoia prima del testatore. Certo si può direttamente modificare il testamento, ma ci sono casi in cui non è possibile: se, ad esempio, un erede muore assieme al testatore, in un incidente stradale; oppure se, per motivi di salute, è incapace di discernere e, pertanto, non può più redigere un testamento giuridicamente valido. In tali casi, a ereditare potrebbe essere qualcuno che il testatore non avrebbe mai preso in considerazione.

Si può stabilire nel proprio testamento anche chi deve ricevere quali quote patrimoniali dalla propria successione. In assenza di tali clausole di divisione, gli eredi devono mettersi d’accordo tra loro su come dividere la successione. Questa può rivelarsi molto impegnativa, estenuante e costosa – soprattutto se la successione comprende beni immobili.

Anziché nominare eredi, è possibile anche destinare somme di denaro od oggetti ad una persona o a una istituzione. Chi riceve un lascito ha meno diritti e doveri rispetto a un erede. In un testamento è pertanto d’obbligo distinguere sempre tra eredità e lascito.

Le disposizioni testamentarie possono essere legate a oneri. Una condizione potrebbe essere, ad esempio, l’assegnazione di 20’000 franchi a un nipote, a patto che questi gestisca un’attività in proprio. Se tale condizione non è soddisfatta, la disposizione risulta nulla. Non sono considerati validi oneri e condizioni insensati, impossibili o contrari agli usi della morale e alla legge.

Anziché assegnare la proprietà di una somma di denaro o un oggetto (per esempio una casa), si può trasmettere a una persona anche solo l’usufrutto. L’usufruttuario può usare questa parte del bene patrimoniale e tenersi i profitti da essa generati – ma la vendita è esclusa. Il diritto di abitazione in una proprietà immobile è una forma circoscritta di usufrutto.

Dividere l’eredità non è mai facile, anche se il defunto ha regolamentato la sua successione con un testamento. Se emergono controversie tra gli eredi, la divisione del patrimonio può durare anche anni. È possibile evitare tali situazioni nominando un esecutore testamentario.

Con una fondazione di pubblica utilità, si può impiegare parte del patrimonio per una buona causa.

In molti creano la loro fondazione quando sono ancora in vita, vi investono il minimo indispensabile e dispongono nel testamento che dopo la loro morte alla fondazione vengano destinati ulteriori beni della successione.

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Esempio di testamento
Il testamento olografo deve essere scritto a mano dall'inizio alla fine, datato e firmato.
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