Previdenza
Riscatto nel pilastro 3a: può sfruttare questa nuova opportunità?
Chi non ha effettuato il versamento nel pilastro 3a lo scorso anno ha ora la possibilità, per la prima volta, di colmare tale lacuna. Questa opportunità consente di sanare eventuali vuoti previdenziali e di risparmiare sulle imposte. Tuttavia, ci sono alcune restrizioni da tenere in considerazione.
Michael Imbach
Posizione Responsabile VZ Ticino
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14 Gennaio 2026
Una novità molto attesa da molti lavoratori in Svizzera: da oggi è possibile eseguire riscatti nel pilastro 3a. Fino ad ora, non era possibile recuperare i versamenti non effettuati, né tanto meno colmare eventuali lacune contributive derivanti da versamenti inferiori al massimo consentito. Ma ora la situazione cambia. Attenzione, però: non tutti possono approfittare di questa nuova opportunità.
È possibile effettuare versamenti retroattivi nel pilastro 3a per un massimo di dieci anni, qualora si sia mancato un versamento o si sia versato un importo inferiore al consentito. I primi riscatti saranno possibili dal 2026, per i versamenti mancati nel 2025. Le lacune generate nel 2024 o in anni precedenti non possono essere recuperate.
Riscatti retroattivi nel pilastro 3a: quello che deve sapere
Scheda informativa
Per usufruire di questa possibilità, è necessario aver conseguito un reddito soggetto ad AVS sia nell’anno in cui si desidera colmare la lacuna contributiva, sia nell’anno in cui si intende effettuare il versamento. Inoltre, chi desidera fare un riscatto deve prima versare il contributo ordinario 3a per l’anno in corso; solo dopo sarà possibile effettuare i versamenti retroattivi. Per i lavoratori dipendenti con cassa pensioni, il contributo ammonta attualmente a 7258 franchi.
Anche i lavoratori autonomi possono riscattare un "piccolo contributo", che rappresenta il limite massimo consentito, anche se presentano una lacuna contributiva maggiore.
Attenzione al prelievo scaglionato
Chi ha più di 60 anni deve fare attenzione che i riscatti non si sovrappongano al prelievo scaglionato dei fondi 3a. Molti, infatti, hanno suddiviso i contributi 3a in più soluzioni con l’intenzione di riscuoterli gradualmente prima della pensione, poiché questo prelievo scaglionato è fiscalmente vantaggioso.
Tuttavia, chi inizia a prelevare uno dei fondi 3a dopo i 60 anni non potrà più effettuare riscatti, anche se le altre soluzioni 3a restano attive. Se, invece, si continua a lavorare dopo i 65 anni, sarà possibile continuare a versare nel pilastro 3a e fare riscatti, a condizione che non siano stati ancora prelevati fondi.
Per effettuare un riscatto, è necessario fare richiesta scritta presso la fondazione di previdenza, la banca o l’assicurazione che gestisce il deposito 3a. Successivamente, nella dichiarazione fiscale, il riscatto deve essere indicato, poiché, come i contributi ordinari 3a, anche i riscatti possono essere dedotti dal reddito imponibile.
Conviene versare all'inizio dell'anno
Effettuare il versamento nel pilastro 3a il prima possibile è vantaggioso: chi lo fa solo a fine anno rinuncia al rendimento dell'intero anno di investimento e all’effetto dell’interesse composto.
In una soluzione 3a con una quota azionaria equilibrata, il rendimento medio annuo, al netto dei costi, è di circa il 4,7 percento. Con un versamento annuo di 7258 franchi, l'effetto dell'interesse composto "mancato" dopo 10 anni sarà di oltre 4200 franchi (come illustrato nel grafico). Dopo 15 anni, la differenza salirà addirittura a quasi 7200 franchi, ovvero quasi un intero versamento annuo che si riceve, di fatto, come "bonus".
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