Pensionamento

Lavorare meno e più a lungo: il nuovo pensionamento anticipato

Tanti lavoratori sognano da sempre di andare in pensione anticipatamente. La realtà è però diversa: si resta attivi persino dopo i 65 anni, anche perché si gode di buona salute e si ama il proprio lavoro. Il part-time è la nuova forma di pensione anticipata.

Posizione Esperto in pensionamento

Pubblicato in data

19 Maggio 2026

Per molti lavoratori, il pensionamento anticipato è un sogno: vorrebbero diminuire l’attività prima dei 65 anni, riscoprire vecchi hobby o passare più tempo con i nipoti. A dichiarare di non voler lavorare fino ai 65 anni è infatti un sorprendente 47 percento. È quanto emerge da uno studio svolto su circa 9000 economie domestiche di ceto medio, che hanno pianificato il pensionamento con VZ.

Di queste, solo il 4 percento ha intenzione di continuare a lavorare dopo i 65 anni. La realtà mostra tuttavia uno scenario di altro tenore: invece di andare in pensione prima, quasi una persona su due continua a lavorare ben oltre l’età pensionabile, ma part-time. All’età di 65 anni, solo il 54 percento della popolazione attiva ha abbandonato completamente il mondo del lavoro.

È quanto è stato rilevato dagli esperti VZ con un’analisi dei versamenti nel pilastro 3a. Questo tipo di contribuzione è consentito fino a cinque anni oltre l’età di riferimento di 64/65 anni, a condizione che si continui a lavorare almeno a tempo parziale.

Pensione anticipata: non è solo una questione di soldi

Ci sono diverse ragioni alla base del divario tra sogno e realtà. Quali?

  • Molti lavoratori godono di buona salute, amano il proprio lavoro e ne apprezzano il riconoscimento.
  • I costi di un pensionamento anticipato integrale risultano troppo elevati per tanti dipendenti.

Chi va in pensione prima dell’età ordinaria non solo rinuncia a parte del reddito, ma riceverà una rendita più bassa a vita. Inoltre, anche chi anticipa la pensione è obbligato a versare i contributi all’AVS, almeno fino al raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria, anche in assenza di redditi da lavoro. L’importo dei contributi dipende dal patrimonio e dalle eventuali rendite.

La situazione è analoga per gli averi di cassa pensioni: chi inizia a percepire la pensione prima di aver compiuto 64/65 anni riceverà una rendita più bassa a vita. Questo perché l’aliquota di conversione viene ridotta, si accumulano meno anni contributivi e vengono meno gli accrediti degli interessi. Le rendite erogate dalla cassa pensioni possono così ridimensionarsi fino al 10 percento per ogni anno di anticipo. In concreto: un uomo che guadagna 90’000 franchi netti all’anno e che va in pensione a 64 invece che a 65 anni rinuncia a ben 94’000 franchi; andando in pensione già a 62 anni, il costo sale a 276’600 franchi.

Oggi sempre più attivi che intendono rallentare negli ultimi anni di carriera scelgono il pensionamento parziale. Alcuni riducono progressivamente il grado occupazionale, passando inizialmente dal 100 al 70 percento circa e successivamente al 40 percento. In questo lasso di tempo percepiscono solo la parte delle loro prestazioni che compensa la perdita di salario. Questo presenta dei vantaggi: 

  • con un pensionamento a tappe, la riduzione delle rendite è più contenuta;
  • i lavoratori sono tutelati in caso di infortunio, invalidità o decesso;
  • lavorando part-time si può continuare ad accumulare capitale previdenziale;
  • il prelievo graduale dei risparmi e i versamenti 3a contribuiscono a ridurre l’onere fiscale;
  • il fattore psicologico svolge un ruolo importante: un’uscita graduale offre ai pensionati più tempo per abituarsi al nuovo ritmo di vita.

La pianificazione è fondamentale

Pensionamento anticipato o per gradi? Entrambi i progetti sono complessi e generano effetti di notevole portata. Una pianificazione è pertanto irrinunciabile.

Piano finanziario

Calcoli un budget in modo realistico. Il piano finanziario rileverà l’andamento di entrate, uscite e patrimonio fino alla pensione e per gli anni della vecchiaia.

Rendite

Le casse pensioni e l’AVS consentono di percepire la rendita in modo dilazionato. È possibile percepire l’AVS tra 63 e 70 anni di età fino a tre tappe. Molte casse pensioni autorizzano un pensionamento graduale tra i 58 e i 70 anni. Alcune casse consentono di compiere più passaggi. Chi invece decide di farsi versare il proprio capitale, in tutto o in parte, può effettuare al massimo tre prelievi parziali – proprio come nell’AVS.

Consiglio: il sogno di andare in pensione, a tappe o anticipatamente, prima dei 65 anni può essere realistico ma, in ogni caso, è molto impegnativo. Chi intende perseguire questo obiettivo dovrebbe prendersi tutto il tempo necessario e valutare diverse opzioni. Se non è sicuro, si rivolga a un esperto.

Vuole pianificare il suo pensionamento in modo mirato? Non attenda oltre: ordini la scheda informativa oppure fissi un appuntamento con gli esperti in materia presso la succursale VZ a lei più vicina