Investimenti
Il mondo non è sufficiente
Molti indici “globali” non sono davvero globali: spesso sono fortemente sbilanciati verso gli USA, con effetti rilevanti su rendimenti e rischi. L’articolo spiega perché e come costruire una diversificazione davvero mondiale.
"Investo nell’indice mondiale. Così sono perfettamente diversificato": un’affermazione ricorrente. Non è sbagliata, ma non è nemmeno del tutto corretta. Alla Borsa svizzera vi sono molti fondi indicizzati che includono la parola "mondiale" nel nome. L’MSCI World o il FTSE All-World coprono i mercati azionari globali. Ma molti di questi indici sono ponderati in base alla capitalizzazione di mercato delle società incluse. Gli indici "mondiali" risultano sbilanciati: oltre due terzi della loro composizione include titoli azionari USA. Nell’MSCI World, ad esempio, gli USA pesano circa il 71 percento, mentre i mercati emergenti – come l’India – non sono inclusi. Anche questo, di per sé, non è necessariamente un errore.
È fondamentale sapere che gli USA, sostenuti soprattutto dal settore tecnologico, hanno oggi un peso anomalo negli indici globali. Ciò comporta un rischio di concentrazione. Chi mira a una reale diversificazione del portafoglio deve considerare anche altre aree geografiche – Svizzera, Europa, Giappone e Paesi emergenti.
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