Imposte

Riscossione in capitale: il Parlamento non intende incrementare le imposte

Chi riscuote gli averi di cassa pensioni o del pilastro 3a in forma di capitale non dovrà pagare imposte più alte in futuro. Questo è quanto deciso dal Parlamento. Tuttavia, è sempre importante pianificare i prelievi in modo oculato.

Michael Imbach

Posizione Esperto in pensionamento

Pubblicato in data

10 Marzo 2026

La Confederazione deve risparmiare. Per questo motivo, lo scorso anno, il Consiglio federale ha proposto un pacchetto di misure per ridurre i costi. Tra le misure previste per generare maggiori entrate, aveva avanzato un adeguamento delle aliquote fiscali applicate agli averi del secondo e terzo pilastro riscossi in forma di capitale. Ciò avrebbe, al contempo, ridimensionato la presunta agevolazione fiscale del prelievo degli averi di cassa pensioni in forma di capitale rispetto alla rendita. 

L’aumento delle imposte in programma è stato però ampiamente criticato, in quanto lo Stato avrebbe cambiato le «regole del gioco durante la partita». Ciò avrebbe danneggiato un sistema collaudato, basato sulla responsabilità individuale nella previdenza. Si è anche minacciato un referendum, poiché tanti risparmiatori temevano che le imposte aggiuntive avrebbero compromesso i vantaggi dei riscatti in cassa pensioni.

A inizio marzo, il Parlamento ha pertanto eliminato dal pacchetto di sgravi il provvedimento di aumento delle imposte sul prelievo in forma di capitale. Pertanto, almeno per il momento, non cambierà nulla: chi ritira gli averi previdenziali per intero o in parte deve pagare un’imposta sul versamento di capitale una tantum. Questa viene calcolata a un’aliquota più bassa e separatamente dagli altri redditi.

Scaglionare i prelievi

Lo Stato ha creato incentivi mirati per motivare i lavoratori a risparmiare di più per gli anni successivi al pensionamento. Ad esempio, nella dichiarazione d’imposta è possibile dedurre i contributi del pilastro 3a e i riscatti volontari in cassa pensioni. Si dovrebbe pertanto cercare di sfruttare al massimo questi incentivi. Se si pianifica tutto correttamente, in alcuni casi si possono risparmiare diverse migliaia di franchi.

Pertanto, può essere vantaggioso ripartire i prelievi degli averi di cassa pensioni, libero passaggio e pilastro 3a su più anni per interrompere la progressione fiscale. Le autorità fiscali sommano tutti i prelievi avvenuti nel corso di un anno – attualmente e nella maggior parte dei cantoni, anche con quelli effettuati dal coniuge. Più elevato è il prelievo eseguito in un anno civile, maggiore è di solito l’onere fiscale percentuale.

Consiglio: chi liquida un conto 3a deve sempre prelevare l’intero avere del conto. È quindi consigliabile creare per tempo più riserve 3a e poi procedere al rispettivo saldo gradualmente, al fine di ridurre la progressione fiscale. Gli averi del pilastro 3a possono essere riscossi fino a cinque anni prima dell’età ordinaria AVS.

Verificare i risvolti fiscali di un trasferimento

Le imposte sul versamento di capitale presentano differenze marcate in base a comune e cantone. Ciò può tornare utile qualora si decida di trasferirsi in un comune fiscalmente agevolato.

Le imposte non sono tuttavia l’unico criterio da considerare nel decidere dove si vuole vivere dopo il pensionamento. Per molti, la vicinanza alla famiglia e agli amici è più importante. Se sta valutando di trasferirsi per motivi fiscali, dovrebbe anche considerare i prezzi degli immobili e gli affitti nel nuovo luogo di residenza. Altro aspetto che spesso viene dimenticato: le altre imposte – su reddito, sostanza e successione – potrebbero essere molto più elevate.

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