Quanto costerà curarsi dopo il pensionamento? Provveda per tempo

Previdenza

Gli ultimi anni di vita sono spesso i più costosi. Tuttavia, con una previdenza adeguata si riesce ad evitare che le spese di cura o assistenza consumino tutto il patrimonio.

Aggiornato in data

10 Settembre 2026

La vita si allunga e sempre più anziani necessitano di assistenza, sia a domicilio sia in strutture di cura. I relativi costi sono generalmente molto elevati e devono essere sostenuti, almeno in parte, dagli stessi interessati. La cassa malati si fa carico, in linea di principio, dei costi relativi all’assistenza di base, alle visite mediche e alle cure, nonché alla consulenza e agli accertamenti. I costi relativi al soggiorno in strutture di cura e assistenza, invece, sono a carico degli interessati.

Cure costose durante la vecchiaia: si tuteli per tempo

Scheda informativa

La scheda informativa illustra come evitare che i costi di assistenza possano, a seconda dei casi, consumare interamente i risparmi.

Nel 2024, il costo di case di riposo e di cura svizzere ammontava in media a 10'876 franchi al mese. Di questa somma, gli ospiti della struttura hanno dovuto sostenere personalmente 5964 franchi. Su base annua, si tratta di oltre 71'500 franchi.

In media, la durata della permanenza in una struttura di cura è di 784 giorni. Se si applicano i costi medi previsti per il 2024, ne risulterebbero costi non coperti per oltre 156'000 franchi.

Ma non è tutto: prima di trasferirsi in una casa di riposo o in una struttura di assistenza, molti anziani ricorrono ai servizi di assistenza domiciliare, spesso non interamente coperti dall’assicurazione sanitaria.


L’assicurazione difficilmente conviene

Alcune casse malati e compagnie assicurative offrono un’assicurazione per le spese di cura. Nella maggior parte dei casi, un’assicurazione di questo tipo non conviene. Il motivo: i premi sono elevati e le prestazioni limitate. In alcuni casi, le prestazioni sono subordinate a determinate condizioni, come il raggiungimento di un determinato livello di non autosufficienza. Alcune assicurazioni non rimborsano le spese per l’assistenza domiciliare. Inoltre, i periodi di attesa sono spesso così lunghi che molti assicurati muoiono prima che le prestazioni vengano erogate. Se, ad esempio, il periodo di attesa è di 720 giorni, l’assicurato riceverà le indennità giornaliere solo dopo essere stato non autosufficiente per due anni.

Ecco perché è meglio provvedere autonomamente. Ad esempio, con il pilastro 3a: conviene non mancare i versamenti nemmeno per un anno e versare l’importo massimo. Oppure con un conto di risparmio: chi mette da parte 500 franchi al mese, in 20 anni avrà risparmiato 120'000 franchi, anche senza interessi. Sono da prendere in considerazione anche gli investimenti passivi in titoli, come gli ETF, economici e trasparenti. I piani di risparmio in ETF sono una valida alternativa ai piani di risparmio in fondi, che spesso si rivelano più costosi e meno flessibili.

Le donazioni spesso non sono la soluzione

Considerati i costi elevati dell’assistenza, alcuni valutano l’idea di salvare i propri risparmi anticipando l’eredità ai figli. Infatti, i beneficiari di rendite AVS e AI, qualora non dispongano di redditi o patrimonio sufficienti per sostenere autonomamente le spese di cura, hanno diritto a richiedere le prestazioni complementari. Ma attenzione: gli anticipi vengono conteggiati nel calcolo del diritto alle prestazioni complementari come se fossero ancora disponibili, al netto di 10'000 franchi all’anno, a partire dalla data della corresponsione. Ciò può comportare un mancato pagamento o la riduzione delle prestazioni integrative.

Dal 2021, gli uffici di competenza verificano inoltre, nel caso dei beneficiari di rendite di vecchiaia AVS, se abbiano consumato una parte eccessiva del proprio patrimonio negli ultimi dieci anni precedenti la richiesta delle suddette prestazioni complementari. Infine, al decesso di un beneficiario di prestazioni complementari, gli eredi di una quota ereditaria superiore ai 40'000 franchi sono tenuti a rimborsare le prestazioni complementari percepite nei dieci anni precedenti o dal 2021. Se il defunto era sposato, l’obbligo di restituzione sussiste solo dopo il decesso di entrambi i coniugi.

Se alla fin fine spetta all’assistenza sociale farsi carico delle spese di assistenza, le autorità possono richiedere un contributo ai parenti che godono di una situazione finanziaria superiore alla media. Sono tenuti a prestare assistenza i parenti in linea discendente e ascendente, ovvero nonni, genitori, figli e nipoti.

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