Pilastro 3a o cassa pensioni: dove conviene versare?
Pensionamento
Chi effettua versamenti volontari nel secondo e nel terzo pilastro avrà in futuro più denaro a disposizione e pagherà meno imposte. È però importante valutare attentamente quale soluzione previdenziale sia più adatta ed evitare gli errori più comuni.
Posizione Esperto in pensionamento
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14 agosto 2026
Per la maggior parte delle persone, i versamenti volontari nel pilastro 3a e nella cassa pensioni rappresentano il modo migliore per costituire un patrimonio in vista del pensionamento e risparmiare sulle imposte. Molti si chiedono però quale delle due forme previdenziali sia più conveniente.
Riscatto in cassa pensioni: attenzione al periodo di blocco di tre anni
Scheda informativa
In linea di massima, chi può dovrebbe versare in entrambe le forme previdenziali. In caso contrario, conviene dapprima sfruttare appieno il pilastro 3a e soltanto dopo effettuare riscatti nella cassa pensioni. Il terzo pilastro offre infatti un maggiore margine decisionale, per esempio per quanto riguarda l’investimento del denaro o la scelta dei beneficiari in caso di decesso.
Scegliere la soluzione 3a più adatta
I dipendenti affiliati a una cassa pensioni possono versare nel pilastro 3a al massimo 7258 franchi. I lavoratori indipendenti e i dipendenti senza cassa pensioni possono invece versare fino al 20 percento del salario annuo, ma non più di 36’288 franchi. Un conto 3a offre di norma soltanto un interesse modesto. Al netto dell’inflazione, non resta quindi praticamente alcun rendimento e l’avere può persino perdere valore. Un’alternativa consiste nell’investire il capitale 3a in titoli. Chi sceglie questa soluzione deve accettare oscillazioni dei corsi, ma nel lungo periodo ottiene in genere un rendimento superiore a quello di un conto 3a. In particolare, si sono dimostrate valide le soluzioni 3a basate sui cosiddetti ETF. Sono nettamente meno costose di molte soluzioni in titoli con fondi a gestione attiva. È un aspetto importante, perché costi elevati erodono il rendimento.
Consiglio: sono del tutto inadatte le soluzioni che abbinano un’assicurazione sulla vita a una componente di risparmio 3a: sono costose e poco trasparenti. Separi quindi sempre il risparmio dalla copertura assicurativa (tabella).
Riscatti nella cassa pensioni: evitare gli errori
Con versamenti volontari nella cassa pensioni, i cosiddetti riscatti, è possibile migliorare le prestazioni di vecchiaia o recuperare anni contributivi mancanti. Si possono inoltre colmare le lacune formatesi nel corso degli anni, per esempio perché il salario è aumentato. Come i versamenti nel pilastro 3a, anche i riscatti nella cassa pensioni possono essere dedotti dal reddito imponibile nella dichiarazione d’imposta, consentendo così di risparmiare sulle imposte.
Da considerare: se e in quale misura un riscatto sia davvero conveniente dipende dalla soluzione della cassa pensioni, ma soprattutto dal momento in cui lo si effettua. Quanto più elevato è il reddito imponibile e quanto prima si riscuote il denaro, tanto maggiore è il vantaggio. Di norma, il rendimento al netto delle imposte più elevato si ottiene effettuando il riscatto negli ultimi anni prima del pensionamento.
Attenzione: chi intende farsi versare tutto o parte dell’avere della cassa pensioni, per esempio al pensionamento o per acquistare un’abitazione propria, deve effettuare il riscatto almeno tre anni prima. Se questo termine non viene rispettato, l’importo riscosso viene tassato a posteriori come reddito, fino a concorrenza dei riscatti effettuati negli ultimi tre anni. Il vantaggio fiscale ottenuto grazie ai riscatti viene così annullato retroattivamente, in tutto o in parte. Nella pratica, i contribuenti interpretano spesso in modo errato il termine di tre anni, con conseguenze fiscali indesiderate. Nella scheda informativa gratuita trova le principali domande e risposte su questo periodo di blocco.
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