Costituzione d'impresa
Mettersi in proprio a 50 anni: come si fa?
Sempre più dipendenti in età matura vorrebbero riorientarsi e diventare autonomi. Il percorso verso l’indipendenza professionale va però ben pianificato.
Sandro Miani
Posizione Esperto in soluzioni aziendali
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26 Gennaio 2026
Molti professionisti dipendenti in età matura vorrebbero dare nuovo slancio alla propria carriera e tentare di mettersi in proprio. Si tratta di una scelta che non fornisce alcuna garanzia. Chi decide in tal senso dovrebbe valutare più aspetti: giuridici, fiscali e assicurativi.
Cambiare carriera: mettersi in proprio dopo i 50 anni
Scheda informativa
Forma giuridica
La forma giuridica ha un ruolo centrale nella costituzione di una società: la fondazione di una ditta individuale è in genere speditiva ed economica. Ma: i proprietari sono chiamati a rispondere con il loro intero patrimonio privato. Nel caso di una SA o di Sagl, la responsabilità è limitata al patrimonio investito nell’azienda. Per costituirle è necessario un capitale minimo di 20’000 rispettivamente 100’000 franchi, con iscrizione nel registro di commercio.
Consiglio: fondare un’azienda comporta dei rischi. Valuti attentamente se intende rispondere con il suo patrimonio privato. I costi di costituzione non dovrebbero essere il fattore determinante in questa decisione.
Contabilità
Molti professionisti che avviano un’attività dopo i 50 anni possono contare su un eccezionale bagaglio di esperienza, a tutto beneficio dell’idea imprenditoriale. La contabilità però rappresenta un ostacolo non da poco. Un rendiconto annuale corretto costituisce la base per decisioni importanti, il presupposto per una revisione con buoni esiti e per possibili risparmi fiscali.
Consiglio: se necessario, affidi la contabilità a esterni. In questo modo risparmia le sue energie, che possono essere investite meglio altrove.
Previdenza di vecchiaia
L’AVS è obbligatoria per tutti. Per le ditte individuali, cassa pensioni e assicurazione infortuni sono facoltative; per le Sagl e SA sono obbligatorie.
Consiglio: i riscatti volontari in cassa pensioni e i contributi nel pilastro 3a migliorano la previdenza e sono fiscalmente interessanti. Chi
diventa indipendente dopo i 50 anni dovrebbe organizzare la propria previdenza con attenzione.
Imposte
Utili e beni di ditte individuali sono in genere inclusi nella dichiarazione d’imposta privata. Se gli affari vanno bene, aumenta anche il rischio di progressione fiscale. Nelle società di capitali c’è una netta separazione. Ma se i titolari percepiscono un dividendo, si verifica una doppia imposizione.
Consiglio: i dividendi vengono agevolati fiscalmente e non sono soggetti all’obbligo AVS. Molti imprenditori preferiscono pertanto pagare dividendi più alti e stipendi più bassi. La soluzione più vantaggiosa dipende da domicilio fiscale e soluzione di cassa pensioni.
Grado occupazionale
Tanti nuovi imprenditori over 50 avviano la propria impresa come attività secondaria. Questo riduce il rischio finanziario, ma aumenta lo sforzo organizzativo.
Consiglio: mantenga rigorosamente separate le due occupazioni. Il contratto di lavoro stabilisce se, per un’attività secondaria autonoma, è necessario il consenso del datore di lavoro.
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