Gestione patrimoniale: spesso troppo cara

Gestione patrimoniale

Considerando tutti i costi, non di rado i clienti che affidano la gestione patrimoniale alla propria banca pagano il 3 percento all’anno di spese, se non oltre. Confrontare i modelli di spese dei vari gestori patrimoniali presenti sul mercato spesso aiuta a risparmiare diverse migliaia di franchi all’anno.

Aggiornato in data

28 Settembre 2026

La gestione patrimoniale comporta diversi costi. In primo luogo, si applicano le spese di gestione patrimoniale, che servono a indennizzare il gestore per il proprio lavoro: il costante monitoraggio e la gestione attiva degli investimenti in titoli.

Tuttavia, per un raffronto onnicomprensivo dei costi vanno considerate anche le spese di transazione come le commissioni di borsa, le spese del conto e di tenuta del deposito nonché le spese per i prodotti d’investimento impiegati. A queste si aggiungono le spese applicabili comprese direttamente nei prodotti finanziari impiegati, le tasse di borsa, l’imposta di bollo, i costi per le valute estere e via dicendo. Alcuni gestori patrimoniali applicano spese forfettarie, che di regola, oltre alle spese amministrative, includono anche le spese di tenuta del deposito e le commissioni di borsa.

Alcune banche applicano magari spese relativamente basse per la gestione patrimoniale, ma poi si rifanno con spese di transazione e di tenuta del deposito più elevate rispetto alla media. Inoltre, inseriscono spesso nei depositi dei loro clienti i propri prodotti, sui quali hanno un guadagno maggiore. Non di rado si tratta di fondi d’investimento gestiti attivamente, molto più costosi rispetto a fondi indicizzati o ETF, e che, una volta detratte le spesse, registrano spesso risultati più scarsi.

Margine di risparmio del 90 percento

L’esempio riportato nella tabella in basso illustra quanto possono essere elevate le commissioni. Un investitore che ha dato in gestione 400’000 franchi con una strategia bilanciata paga il 90 percento in meno per i prodotti di investimento impiegati con il fornitore più economico rispetto a quello più costoso.

Dopo dieci anni questo investitore ha risparmiato oltre 50’000 franchi con il fornitore più economico, il che va a diretto vantaggio del rendimento. Ecco perché è opportuno che il suo denaro sia gestito da un fornitore che rinunci a fondi costosi e impieghi prodotti più economici quali gli ETF.

Consiglio: scelga un gestore patrimoniale che prenda sul serio le sue preoccupazioni ed esigenze e che investa il suo denaro in ETF e fondi indicizzati a basso costo – e non in prodotti di investimento troppo costosi. Una lunga serie di studi dimostra che i fondi di investimento gestiti attivamente molto raramente ottengono risultati migliori nel lungo termine rispetto ai fondi passivi che coprono un mercato globale. A causa delle loro commissioni elevate, i fondi a gestione attiva sono redditizi soprattutto per le banche.

Se ha l’impressione che i prodotti bancari le fanno versare commissioni troppo alte, deve attivarsi e richiedere subito un secondo parere. In alternativa, faccia un confronto con le banche che puntano principalmente o esclusivamente sugli ETF e sui fondi indicizzati.