Investimenti

Rendimento da dividendo: cosa occorre sapere

Il rendimento da dividendo è un importante parametro di riferimento per la scelta di azioni con dividendi interessanti. Tuttavia, non dovrebbe essere l’unico criterio.

Christian Tavasci

Posizione Esperto in investimenti

Pubblicato in data

16 Marzo 2026

Che cos’è il rendimento da dividendo e come si calcola?

Le azioni con dividendi interessanti offrono due vantaggi fondamentali agli investitori orientati al lungo termine: garantiscono un reddito regolare e contribuiscono in modo significativo al rendimento complessivo di un’azione.

Per confrontare in modo efficace i dividendi distribuiti dalle diverse società, si utilizza il rendimento da dividendo, un indicatore che mette in rapporto l'importo del dividendo con il prezzo dell’azione. Esempio: se un titolo quota 100 franchi e distribuisce un dividendo di 4 franchi, il rendimento da dividendo è del 4%.

Le società statunitensi, a differenza di molte europee, pagano spesso dividendi su base trimestrale. Per determinarne il rendimento annualizzato, è sufficiente moltiplicare l’ultimo dividendo trimestrale per 4 e dividere il risultato per il prezzo corrente dell’azione.

Qual è un rendimento da dividendo interessante?

Un rendimento particolarmente elevato identifica i cosiddetti titoli da dividendo. Tuttavia, non esiste una soglia universalmente riconosciuta al di sopra della quale un rendimento possa essere considerato realmente interessante.

Le società svizzere sono tradizionalmente ritenute affidabili nella distribuzione dei dividendi. Negli ultimi anni, lo Swiss Market Index (SMI), che riunisce le 20 maggiori società quotate in Svizzera, ha offerto un rendimento da dividendo medio annuo di circa il 3 percento, superando anche nei periodi più deboli il 2,5 percento. I cinque titoli con i dividendi più elevati all'interno dell’indice hanno persino registrato rendimenti superiori al 4 percento.

A livello globale, sono pochi i mercati che raggiungono livelli analoghi. L’indice statunitense S&P 500, ad esempio, presenta un rendimento medio di appena l’1,6 percento. Per questo motivo, negli Stati Uniti si considerano già "azioni da dividendo" i titoli con rendimenti superiori al 2 percento.

Qui può consultare una panoramica dei titoli dello SMI e dello SPI che offrono dividendi interessanti

Rendimenti da dividendo: valori soggetti a oscillazioni

Uno dei principali limiti del rendimento da dividendo è la sua forte sensibilità alla data di riferimento. Il prezzo dei titoli può infatti variare significativamente, influenzando di pari passo il rendimento calcolato.

Per attenuare questo effetto, è possibile ricorrere a metodi alternativi, come l’utilizzo del prezzo medio del titolo su un determinato periodo (ad esempio l’intero anno) oppure l'impiego di più date di riferimento. Queste metodologie tendono a ridurre l’incidenza di rendimenti artificialmente elevati dovuti unicamente a ribassi temporanei del prezzo.

Un rendimento elevato non basta per definire un buon titolo

Per identificare le migliori azioni a dividendo non è sufficiente basarsi unicamente sul rendimento. È importante considerare anche altri fattori, tra cui la storia dei dividendi della società. Un dividendo che cresce in modo costante rappresenta generalmente un segnale positivo.

Un esempio emblematico è rappresentato dagli "aristocratici dei dividendi", ossia quelle società che hanno aumentato il dividendo ogni anno per almeno 10 anni consecutivi. In Svizzera ne fanno parte 17 aziende, tra cui Roche, Novartis, Lindt & Sprüngli e Nestlé, che sono riuscite ad aumentare la distribuzione quasi ogni anno negli ultimi tre decenni, o in alcuni casi per un periodo ancora più prolungato.