Pensionamento

Rendita AVS: le 10 domande più importanti

Cosa deve assolutamente sapere in merito all’AVS? È auspicabile informarsi sulle questioni più significative quali l’ammontare della rendita, gli effetti di un pensionamento anticipato o posticipato, l’entità degli importi AVS in caso di prepensionamento e così via.

Dino Giuliani
Esperto in pensionamento
Aggiornato in data
15 Febbraio 2023

1. Quando posso percepire la rendita AVS?

Gli uomini raggiungono la loro età di pensionamento ordinaria – età di riferimento – a 65 anni; le donne nate nel 1960, ancora solo per quest’anno, a 64 anni. Dal 2025, a seguito della riforma AVS, l’età di pensionamento delle donne verrà gradualmente aumentata a 65 anni.

L’aumento si applica a tappe, ciascuna di tre mesi per anno. Pertanto, le donne nate nel 1961 andranno in pensione a 64 anni e tre mesi; quelle nate nel 1962 dovranno lavorare sei mesi in più, le nate nel 1963, nove. Dal 2028, l’età di riferimento per le donne nate nel 1964 e successivi è di 65 anni.

Riscossione della rendita flessibile

Donne e uomini possono farsi versare la rendita AVS già fino a due anni prima di raggiungere l’età di riferimento o rinviarne la riscossione fino a cinque anni più tardi. Un prelievo anticipato comporta una riduzione della rendita a vita, mentre il rinvio genera un aumento.

Scheda informativa

Riforma AVS: cosa cambia per il suo pensionamento

Gli effetti della riforma sulle rendite e i cambiamenti per chi sceglie di andare in pensione prima o dopo la nuova età di pensionamento AVS.

Un’altra novità in vigore da quest’anno: è possibile percepire in anticipo o rinviare la rendita anche solo in parte. In questo modo, sarà possibile riscuotere la rendita tra i 63 e i 70 anni a più riprese – tuttavia, tre al massimo. Ad esempio: dai 63 anni, il 20 percento della rendita; dai 65 anni, il 30 percento e dai 67 anni, il restante 50 percento. Questo dovrebbe agevolare un pensionamento graduale.

Per le donne nate tra il 1961 e il 1969 valgono altre regole. Queste possono andare in pensione anticipata a 62 anni (maggiori dettagli nell’articolo a seguire).

Nessuna rendita senza domanda

La rendita AVS non le viene assegnata automaticamente al raggiungimento dell’età di riferimento.  Deve fare domanda presso la cassa di compensazione AVS competente, preferibilmente sei mesi prima del pensionamento. In questo modo, la prima rendita le sarà versata puntualmente.

Di norma la cassa di compensazione competente è quella presso cui sono stati versati gli ultimi contributi. Se è sposato e il suo coniuge riceve già una rendita, deve fare domanda presso la cassa di compensazione che corrisponde la rendita del suo partner.

2. A quanto ammonta la mia rendita AVS?

Nel 2024, la rendita individuale massima ammonta a 2450 franchi al mese, ovvero 29’400 franchi all’anno. Riceve la rendita massima chi, dal 1° gennaio dell’anno in cui ha compiuto 21 anni, ha versato contributi AVS ininterrottamente fino all’età di riferimento e ha percepito un reddito medio annuo pari a 88’200 franchi (tabella).

Scheda informativa

Tutto quanto c’è da sapere su AVS e pensionamento

Questa scheda informativa sintetizza in modo chiaro i punti cardine del complesso sistema AVS.

Qualora il reddito medio annuo sia pari o inferiore a 14’700 franchi, sempre in assenza di lacune assicurative, i rispettivi beneficiari percepiscono la rendita minima, pari a 1225 franchi al mese. Il reddito medio annuo determinante è composto da reddito derivante da attività lucrativa, accrediti per compiti educativi per i figli e accrediti per compiti di assistenza per assistere i parenti stretti bisognosi di cure.

Il calcolo della rendita è complesso. È richiedere una stima direttamente all’AVS. A partire dai 40 anni, questo servizio è gratuito se richiesto ogni cinque anni. Compili l’apposito modulo che trova qui oppure proceda autonomamente a un calcolo non garantito con il calcolatore online gratuito dell’AVS.

3. A quanto ammonta la rendita di coppia massima?

La coppia che vive in concubinato arriva a percepire in totale un massimo di 4900 franchi al mese, a patto che entrambi i conviventi abbiano diritto alla rendita massima. Le rendite AVS di una coppia sposata sono invece soggette al cosiddetto plafonamento: i coniugi ricevono al massimo il 150 percento della rendita massima di una persona singola – dunque massimo 3675 franchi al mese. Se la somma delle rendite individuali dei due coniugi supera l’importo massimo, le rendite vengono ridotte in proporzione.

La rendita del primo coniuge che va in pensione viene calcolata in base al suo reddito annuo medio e ai suoi accrediti. Al pensionamento del secondo coniuge, i redditi conseguiti durante gli anni di matrimonio vengono ripartiti. Ciò significa che vengono accreditati a entrambi per metà ciascuno.
Poiché i salari di uomini e donne sono spesso differenti, molti pensionati percepiscono, fino al pensionamento della moglie, la rendita individuale massima. Di contro, le pensionate ricevono sovente, fino al pensionamento del marito, solo quella minima.

Coppie divorziate non ancora beneficiarie della rendita AVS dovrebbero richiedere la ripartizione (splitting) quanto prima, possibilmente immediatamente dopo il divorzio.

4. Cosa vale in particolare per le donne nate tra il 1961 e il 1969?

La Confederazione ha definito una generazione di transizione che beneficia di misure di perequazione a seguito dell’aumento dell’età di pensionamento. Nella generazione di transizione rientrano le donne nate negli anni compresi tra il 1961 e il 1969. Queste donne hanno due opzioni: adottare la nuova età di pensionamento – e ricevere così un supplemento a vita sulla loro rendita AVS – o percepire la rendita AVS prima, con una riduzione della rendita più contenuta.  

Opzione supplemento

L’entità del supplemento dipende dall’anno di nascita e dal reddito annuo medio. Ricevono il supplemento massimo di 160 franchi le donne nate nel 1964 o 1965 con un reddito medio pari o inferiore a 58’800 franchi. Sono le prime donne per le quali vale la nuova età di pensionamento di 65 anni, le prime a dover lavorare un anno intero in più.

Scheda informativa

Riforma AVS: cosa devono sapere le donne

Questa scheda informativa illustra in dettaglio gli effetti della riforma sulle rendite delle donne con calcoli concreti.

Per redditi compresi tra 58’801 e 73’500 franchi, il supplemento è pari a 100 franchi mentre per quelli superiori, a 50 franchi. Per avere un’idea del meccanismo: una donna nata nel 1961 e un reddito medio annuo di oltre 73’500 franchi riceve un supplemento di soli 13 franchi al mese. Motivo: deve lavorare solo tre mesi in più e conta su un reddito relativamente alto.

Il supplemento non è soggetto al plafonamento della rendita AVS applicato alle coppie sposate e viene versato in aggiunta alla rendita massima.

Opzione anticipo

Le donne della generazione di transizione possono anche decidere di non accettare la nuova età di pensionamento e optare per il pensionamento anticipato. Per loro un prelievo anticipato è possibile già a partire da 62 anni. La loro rendita anticipata viene ridotta in modo più contenuto.

Un esempio: una donna nata nel 1962 riceve la pensione ordinaria a 64 anni e sei mesi. Deve pertanto lavorare sei mesi in più rispetto a prima della riforma AVS. Se, tuttavia, decide comunque di andare in pensione a 64 anni, la sua rendita viene ridotta – a seguito del prelievo anticipato di sei mesi – solo dell’1,8 percento anziché dell’usuale 3,4 percento con un reddito medio annuo di 73’500 franchi; qualora il suo reddito medio annuo fosse pari o inferiore a 58’800 franchi, la sua rendita non subisce alcun taglio.

Attenzione: i tassi di riduzione più vantaggiosi si applicheranno solo a partire dal 1° gennaio 2025.

Nella pagina web dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, al paragrafo Calcoli individuali, le donne nate negli anni interessati possono informarsi sull’entità del supplemento di rendita e sui tassi di riduzione in caso di pensione anticipata.

5. Cosa succede in presenza di lacune contributive?

Si è presenza di lacune contributive qualora non si siano versati i contributi AVS ininterrottamente, vale a dire dal 1° gennaio dell’anno in cui si è compiuto 21 anni fino all’età di riferimento. Ciò accade, ad esempio, se non si è sempre lavorato in Svizzera o se durante gli studi non sono stati versati almeno i contributi AVS minimi.

L’obbligo contributivo del coniuge non attivo professionalmente risulta soddisfatto per gli anni in cui il coniuge attivo ha versato almeno il doppio dei contributi minimi AVS.

La rendita viene ridotta di 1/44 per ogni anno contributivo mancante. Questo corrisponde a circa il 2,3 percento.

I contributi AVS dovuti possono essere integrati solo entro cinque anni. Chi non rispetta le scadenze previste non deve per forza temere una riduzione della rendita. Se si sono già versati contributi AVS prima dell’inizio dell’obbligo contributivo (dal 18esimo al 20esimo anno di età), la cassa di compensazione colma le eventuali lacune con tali importi. Da quest’anno inoltre c’è una novità: è anche possibile colmare le lacune contributive continuando a lavorare dopo i 65 anni. Questo è possibile tuttavia solo a determinate condizioni, descritte in dettaglio nel prospetto dell’AVS.

6. Farsi versare la rendita AVS in anticipo conviene?

Si può percepire la rendita AVS uno o al massimo due anni prima dell’età di pensionamento ordinaria (età di riferimento). Un prelievo anticipato di un anno comporta una riduzione della rendita del 6,8 percento; di due anni, del 13,6. D’ora in avanti è possibile percepire in un primo tempo solo una parte della rendita (dal 20 all’80 percento), rinviando la parte rimanente a un secondo momento. Le donne nate tra il 1961 e il 1969 (la cosiddetta generazione di transizione) possono continuare a percepire la rendita a partire dai 62 anni e beneficiare di tassi di riduzione agevolati.

Perché un anticipo sia conveniente dal punto di vista economico dipende innanzitutto dalla speranza di vita. Cifre alla mano: una persona non coniugata che percepisce la rendita a 63 anziché a 65 anni vede ridursi la propria rendita del 13,6 percento. Calcolando una rendita massima, percepisce quindi 25’400 anziché 29’400 franchi l’anno.

Se il pensionato in questione muore relativamente presto, ad esempio a 70 anni, la scelta del pensionamento anticipato si rivela azzeccata. Fino alla sua morte infatti percepisce rendite AVS per un totale di 177’800 franchi – se avesse atteso l’età di pensionamento ordinaria, avrebbe percepito in totale 147’000 franchi (tabella).

Attorno ai 78 anni il conto si inverte: a partire da questa età, la somma di tutte le rendite AVS è più elevata se la rendita viene pagata a partire da 65 anni. La speranza di vita di un uomo risulta oggi pari a 85 anni; quella di una donna, a 88 anni circa. Il pensionamento anticipato conviene pertanto solo a quei pensionati che prevedono una speranza di vita nettamente inferiore.

Scheda informativa

Il pensionamento anticipato

Un pensionamento anticipato costa: può permetterselo? Lo verifichi leggendo questa scheda informativa. 

Diversa è la situazione delle donne della generazione di transizione poiché le rispettive rendite, in caso di prelievo anticipato, sono soggette a una riduzione minore. Se una donna nata tra il 1961 e il 1969 va in pensione un anno prima dell’età di riferimento, la loro rendita AVS, a seconda del reddito medio, non diminuisce per nulla o solo del 2,5 rispettivamente 3,5 percento. 

La riduzione ordinaria in caso di prelievo anticipato di un anno è pari al 6,8 percento; in contropartita deve rinunciare al supplemento di rendita che le spetterebbe se andasse in pensione solo al raggiungimento dell’età di riferimento.

Consiglio: non decida a favore o contro un prelievo anticipato solo in base alla stima della speranza di vita. Importante è la situazione finanziaria individuale nel suo complesso, vale a dire reddito, patrimonio e imposte. I risparmi privati come ad esempio il terzo pilastro, gli averi depositati sui conti in banca o i patrimoni in titoli liquidi sono spesso i più indicati per far fronte alle lacune reddituali in caso di prepensionamento. È possibile farsi versare gli averi del pilastro 3a già a partire dai 60 anni.

7. Devo continuare a versare i contributi AVS nonostante il pensionamento anticipato?

L’obbligo di contribuzione AVS termina solo una volta raggiunta l’età di riferimento. Fino ad allora, anche chi va in pensione anticipata deve, come chi non lavora, continuare a versare ogni anno i rispettivi contributi AVS. Per calcolare l’ammontare contributivo da versare si moltiplica per 20 il reddito della rendita annuale e si addiziona il risultato al patrimonio netto. Se la somma è inferiore a 340’000 franchi, va versato un importo minimo, pari 514 franchi all’anno. L’importo massimo è pari a 25’700 franchi all’anno, da versare a partire da una somma – patrimonio e reddito da rendita quadruplicato – pari a 8’740’000 franchi. Per le persone coniugate senza attività lucrativa, viene utilizzata come base di calcolo la metà del patrimonio congiunto e del reddito della rendita.

Se non va in pensione anticipatamente, deve registrarsi presso l’ufficio del suo comune di domicilio come persona senza attività lucrativa. Altrimenti rischia una lacuna contributiva che può ridurre la sua rendita di vecchiaia.

Se opta per un pensionamento graduale può contare su un reddito derivante da un’attività a tempo parziale, risparmiando, a seconda dei casi, diverse migliaia di franchi di contributi AVS.

8. Quali sono i vantaggi di un rinvio della rendita?

Chi posticipa la riscossione della rendita ne aumenta l’importo a vita. Il rinvio deve durare almeno dodici mesi e massimo cinque anni. È possibile rinviare la rendita per intero o in parte. Con la seconda opzione, si può percepire solo una quota di rendita compresa tra il 20 e l’80 percento e, successivamente, incrementarla una volta. Posticipando la rendita AVS fino a 70 anni, si percepisce il 31,5 percento in più rispetto alla rendita prevista a 65 anni.

Attenzione: se vuole rinviare la rendita deve informare l'ufficio AVS competente, al più tardi entro un anno dal raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria. Altrimenti, percependo la rendita in un secondo momento, rischia di perdere il supplemento.

Non è necessario fissare subito la durata definitiva del rinvio: trascorso un anno, si può richiedere la rendita in qualsiasi momento. Un rinvio può anche essere revocato. A tal fine si dispone di un anno di tempo dal raggiungimento dell’età di pensionamento ordinaria. La rendita regolare, in tal caso, viene pagata retroattivamente.

La rendita è soggetta a imposta reddituale. Questo si può evitare, laddove si dispongano di altre entrate sufficienti e non si abbia ancora la necessità di andare in pensione. Questa considerazione fa propendere quindi per un rinvio. Tuttavia, si deve arrivare almeno a 85-86 anni affinché la somma di tutte le rendite percepite superi quella che si ottiene iniziando a percepire la rendita in età ordinaria (tabella in alto).

9. Devo versare i contributi AVS anche dopo l’età di pensionamento ordinaria se continuo a lavorare?

Chi continua a lavorare dopo l’età di pensionamento ordinaria ha l’obbligo di versare i contributi AVS solo sul reddito che supera l’importo esente di 1400 franchi al mese (16'800 franchi all’anno). Chi esercita attività diverse e viene remunerato separatamente per ciascuna di esse può far valere la quota non computabile (franchigia) per ciascuna di queste attività. Questo vale anche, ad esempio, se si è assunti contemporaneamente presso due datori di lavoro oppure se si lavora come dipendente presso un datore di lavoro e si gestisce parallelamente un’attività in proprio.

Scheda informativa

Continuare a lavorare oltre l'età AVS

Se vuole continuare a lavorare oltre l'età di pensionamento ordinaria deve considerare diversi aspetti nell'ambito di AVS, cassa pensioni e 3° pilastro. 

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In pensione a tappe

Ridimensionare la propria occupazione per gradi potrebbe essere un'alternativa al pensionamento anticipato. Legga perché. 

Altra importante novità vigente dall’inizio dell’anno: i contributi versati dopo i 65 anni vanno a incrementare la rendita. Da un lato, perché questi aumentano il reddito medio che determina l’entità della rendita; dall’altro, questi contributi, a determinate condizioni, possono anche essere utilizzati per colmare le lacune contributive. Il reddito medio può essere ulteriormente aumentato rinunciando facoltativamente all’importo esente da imposte e versando i contributi AVS sull’intero reddito. Tuttavia, se si percepisce già la rendita massima, non è possibile aumentarla ulteriormente con i contributi che si versano lavorando dopo i 65 anni.

Attenzione: per beneficiare di una rendita più elevata, è necessario richiedere all’AVS il ricalcolo della pensione. Ciò è possibile una sola volta tra l’età di riferimento e il compimento del 70° anno di età.

10. Alla mia morte, cosa succede alla rendita del mio coniuge?

Quando un coniuge muore, si ricalcola la rendita di vecchiaia destinata al coniuge superstite. Questo percepisce una rendita di vecchiaia al pari delle persone singole, ma con un supplemento di vedovanza del 20 percento – tuttavia massimo 2450 franchi al mese.

Le persone rimaste vedove che soddisfano contemporaneamente i requisiti per ottenere una rendita per superstiti percepiscono la più elevata delle due rendite.