Investimenti

Come si sono comportati gli ETF azionari ESG nel 2025

Gli ETF ESG quotati in borsa escludono titoli in base a criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Questo migliora le caratteristiche ESG dell'ETF, ma ha un impatto anche sul rendimento. Come si sono comportati gli ETF ESG nell'ultimo anno?

Nino Zebiri

Posizione Esperto in investimenti

Pubblicato in data

4 Febbraio 2025

Gli investitori che desiderano entrare nel mondo degli ETF ESG devono essere consapevoli che questi prodotti escludono una parte dell'universo di investimento tradizionale in base a criteri ESG.

Tra questi criteri ci sono il rating ESG, gli indicatori climatici e il fatturato derivante da attività commerciali controverse come il tabacco o le armi. Più titoli vengono esclusi dagli indici sottostanti, più si migliora il profilo ESG dell'ETF, ma ciò comporta anche un maggiore rischio di variazione nei rendimenti.

Di seguito confrontiamo il rendimento in franchi dei principali indici ESG globali con quello dell'indice azionario mondiale tradizionale MSCI World. Gli indici ESG si differenziano per il numero di titoli esclusi e per i criteri ESG applicati.

 

Il confronto mostra che l'indice MSCI World tradizionale ha registrato il miglior risultato, con un rendimento del 6,3 percento. Un rendimento leggermente inferiore è stato ottenuto dall'indice MSCI World Screened, che esclude le aziende con fatturati elevati derivanti da attività controverse e quelle coinvolte in gravi violazioni (ad esempio, dei diritti umani). Complessivamente, l'indice MSCI World Screened esclude meno del 10 percento dei titoli dell'indice MSCI World.

Esclusioni significativamente più ampie si riscontrano nell'indice MSCI World Selection e nell'indice MSCI World Climate Paris Aligned. L'indice MSCI World Selection filtra le aziende principalmente in base al loro rating ESG e ha registrato un rendimento inferiore di circa 0,5 punti percentuali rispetto al MSCI World tradizionale. L'indice MSCI World Climate Paris Aligned ha avuto un rendimento inferiore di ben 2 punti percentuali, poiché esclude le aziende che non sono in linea con gli obiettivi climatici di Parigi.

Il fanalino di coda è stato l'indice MSCI World Socially Responsible, che elimina circa il 75 percento dei titoli, discostandosi quindi maggiormente dal MSCI World tradizionale. Di conseguenza, sono mancate alcune grandi aziende vincenti del 2025, come Alphabet e Broadcom, ma anche compagnie come Rheinmetall e Palantir, che nonostante i settori di attività controversi, hanno avuto un anno borsistico eccellente.

Inoltre, alcuni grandi perdenti dell'anno, come Novo Nordisk e Walt Disney, erano chiaramente sovrappesati nell'indice MSCI World tradizionale. Queste divergenze hanno portato a un rendimento complessivamente inferiore per l'indice MSCI World Socially Responsible. Tuttavia, il 2023 ha dimostrato che tali differenze possono anche avere un effetto positivo: in quell'anno, l'indice MSCI World Socially Responsible è stato l'indice con il rendimento più alto nel confronto.

Nel 2025, la considerazione dei criteri ESG ha generalmente comportato rendimenti inferiori rispetto all'indice azionario mondiale MSCI World. Come dimostrano gli anni precedenti, però, l'esclusione di singoli titoli sulla base dei criteri ESG può anche generare risultati positivi.

Pertanto, quando si investe in un ETF su un indice ESG, è consigliabile verificare la metodologia dell'indice e analizzare attentamente le caratteristiche del fondo. Gli investitori dovrebbero essere cauti quando le banche affermano che i loro prodotti ESG o sostenibili offrono "almeno un rendimento pari" a quello delle soluzioni di investimento tradizionali. I rendimenti del 2024 e 2025 dimostrano che non è sempre così.

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