Imposte
Beni non dichiarati: cosa succede in caso di autodenuncia?
Gli evasori fiscali devono pagare le imposte arretrate e, se le autorità scoprono l’infrazione, le rispettive multe. Chi si autodenuncia non deve pagare alcuna multa. Anche gli eredi che dichiarano subito i beni ereditati e non dichiarati pagano meno arretrati fiscali.
Oliver Cazzonelli
Posizione Specialista fiscale
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3 Gennaio 2026
Chi fornisce informazioni false alle autorità fiscali, ad esempio omettendo di dichiarare redditi o patrimoni, commette una frode fiscale. Se scoperta, le imposte su reddito e sostanza, compresi gli interessi di mora, sono dovuti retroattivamente per un massimo di dieci anni e, se del caso, si devono fare i conti anche con eventuali pretese finanziarie dell’AVS e con l’imposta di valore aggiunto. E non basta: saranno anche inflitte delle multe. A seconda della gravità del reato, la multa può arrivare fino al triplo delle imposte riscosse a posteriori (arretrati fiscali).
Riduzione delle sanzioni in caso di autodenuncia
Se il contribuente si autodenuncia, per la prima volta non gli viene inflitta alcuna multa. Per ogni ulteriore autodenuncia, la multa viene ridotta a un quinto delle imposte arretrate.
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Ciò vale tuttavia solo se le autorità fiscali non erano ancora a conoscenza dell’evasione fiscale. L’evasore fiscale deve prestare incondizionatamente assistenza alle autorità fiscali nel disbrigo della procedura di recupero d’imposta, ad esempio presentando tutti i documenti necessari, e impegnarsi a pagare gli arretrati fiscali.
Anche gli eredi ne traggono vantaggio
Coloro che segnalano beni ereditati non dichiarati vengono sanzionati in maniera più clemente. Gli eredi che scoprono beni non tassati nell’eredità del defunto devono dichiararli nell’inventario successorio. Se nascondono i beni non dichiarati alle autorità fiscali e vengono scoperti, rischiano una multa fino a 10’000 franchi che si aggiungono agli arretrati fiscali. In caso di infrazioni molto gravi o di recidiva, possono essere comminate multe fino a 50’000 franchi.
Queste multe sono applicate sia dal Cantone di competenza che dalla Confederazione, il che significa che in casi estremi possono raddoppiare. Dal 2010, gli eredi onesti devono pagare le imposte arretrate solo per un massimo di tre anni invece che per dieci.
Scambio automatico internazionale di informazioni (SAI)
Dal 1° gennaio 2017 la Svizzera scambia automaticamente con l’estero anche informazioni su conti e depositi di titoli. Lo scambio avviene solo con i Paesi con cui è stato concluso un accordo in tal senso. Attualmente esistono accordi di questo tipo con oltre 100 Paesi. I rispettivi Paesi forniscono ogni anno i dati relativi alle persone soggette a imposta in Svizzera. Non appena l’autorità fiscale viene a conoscenza di conti o titoli esteri, non è più ammessa l’autodenuncia.
All’interno della Svizzera, continua a valere il segreto bancario e lo scambio automatico di informazioni non è applicabile. Per i conti e i titoli finora non dichiarati presso istituti finanziari svizzeri è ancora possibile presentare un’autodenuncia, purché siano soddisfatti gli altri requisiti.
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