24. Set 2026
Descrizione
SCHINDELLEGI (SZ) (awp/ats/awp) - Il gruppo logistico Kühne+Nagel intende fare i conti con il proprio ruolo durante il nazismo. L'impresa svittese ha confermato oggi le dichiarazioni in tal senso rilasciate dal presidente del consiglio di amministrazione Jörg Wolle alla rivista economica "Bilanz".
"Sicuramente dovremo affrontare questo tema. Penso che sarebbe nello spirito di Kühne", ha dichiarato Wolle alla rivista riferendosi a Klaus-Michael Kühne, membro della famiglia fondatrice e azionista di maggioranza dell'azienda, morto un mese fa a 89 anni.
Non è ancora chiaro come avverrà concretamente questa analisi storica né quando avrà inizio. Il consiglio di amministrazione si occuperà della questione nel prossimo futuro, ha comunicato un portavoce all'agenzia di stampa AWP.
Al centro dell'attenzione vi è, tra l'altro, il ruolo dell'impresa nell'espropriazione di beni ebraici durante il periodo nazista. Adolf Maass, socio ebreo di Kühne+Nagel, nel 1933 dovette cedere la sua quota del 45% nell'azienda. Maass fu in seguito deportato ad Auschwitz e lì assassinato.
Kühne+Nagel partecipò inoltre, durante il periodo nazista, al trasporto di mobili e oggetti domestici che erano stati sottratti agli ebrei in fuga e deportati. Queste operazioni furono condotte sotto la guida dell'allora direttore Alfred Kühne, padre di Klaus-Michael Kühne.
Quest'ultimo, quando era ancora in vita, si era opposto a un'analisi storica approfondita della storia dell'azienda durante il periodo nazista. In particolare, secondo "Bilanz", non voleva finanziare una perizia che avrebbe messo in luce in modo critico il ruolo di suo padre.