3 ore fa
Descrizione
MILANO (awp/ats/ans) - Una donna americana ha fatto causa a xAI, l'azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk, che gestisce anche il social X. L'accusa sostiene che il suo patrigno abbia utilizzato il chatbot dell'azienda, Grok, per creare migliaia di false immagini pedopornografiche.
Queste sarebbero state generate partendo da fotografie della donna quando era bambina. Il patrigno, si legge nella causa ripresa dal Washington Post, avrebbe poi diffuso il materiale online. L'uomo si è suicidato nell'agosto del 2026, due giorni dopo che la polizia aveva perquisito i suoi dispositivi elettronici con i file oggetto della denuncia.
Il programma di intelligenza artificiale avrebbe permesso la creazione delle foto nonostante un aggiornamento di inizio 2026, introdotto dagli sviluppatori proprio per impedire a Grok di generare immagini di natura esplicita e non consensuale. La donna si unisce ad altre tre adolescenti del Tennessee in una causa collettiva già avviata, con l'accusa principale che punta sulla mancata implementazione da parte di xAI di sistemi di sicurezza adeguati a impedire la creazione di contenuti illeciti. L'azione sostiene che il numero di vittime minorenni potrebbe ammontare a "migliaia".
L'azienda xAI e il chatbot Grok erano già sotto indagine. A gennaio del 2026, l'ufficio del procuratore generale della California aveva avviato un'inchiesta con l'accusa di generazione non consensuale di immagini di nudo raffiguranti donne e bambini. Anche l'Unione Europea si era mossa a riguardo, per verificare se la piattaforma X avesse implementato misure sufficienti a bloccare la diffusione di materiale pedopornografico generato con l'intelligenza artificiale.