Successione
Favorire al massimo il coniuge per non lasciarlo in difficoltà
Alla morte di uno dei coniugi, il partner superstite può trovarsi in difficoltà finanziarie se non sono state adottate per tempo le misure necessarie. Molte coppie sposate non affrontano questo tema con sufficiente anticipo.
Posizione Esperta in successione
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1 Giugno 2026
Il matrimonio basta a garantire sicurezza economica a entrambi i coniugi? Molte coppie lo credono, perché ritengono che, in caso di decesso, il partner superstite riceva automaticamente una parte del patrimonio. In effetti, anche senza testamento, al coniuge spettano, oltre ai diritti previsti dal regime dei beni, la metà del patrimonio successorio insieme ai discendenti.
Tuttavia, questo non sempre basta a evitare difficoltà finanziarie per il coniuge superstite. La situazione può diventare particolarmente complessa se deve continuare a sostenere da solo i costi della casa di proprietà e, allo stesso tempo, provvedere al mantenimento dei figli.
I coniugi non dovrebbero quindi dare per scontato di essere sufficientemente tutelati sul piano economico. Spesso è opportuno adottare misure specifiche. Di seguito sono illustrate le principali.
Attribuire gli acquisti al coniuge
Con una convenzione matrimoniale, i coniugi possono attribuirsi reciprocamente l’intero patrimonio accumulato durante il matrimonio, i cosiddetti acquisti. Spesso in questa categoria rientra anche l’abitazione comune.
Garantire sicurezza finanziaria al coniuge superstite
Scheda informativa
Con questa soluzione, tra gli eredi vengono ripartiti soltanto i beni propri del defunto. Si tratta del patrimonio che ciascun coniuge ha apportato al matrimonio o ha ricevuto per eredità o donazione durante il matrimonio, nonché degli eventuali incrementi di valore di tali beni. L’attribuzione degli acquisti può favorire sensibilmente il superstite se il patrimonio coniugale è costituito soprattutto da questa componente.
Comunione dei beni anziché partecipazione agli acquisti
Se il patrimonio coniugale è costituito prevalentemente da beni propri, l’attribuzione degli acquisti ha un effetto limitato. In questi casi, il coniuge con minori risorse finanziarie può essere tutelato meglio scegliendo il regime della comunione dei beni. In tal modo, la maggior parte dei beni propri confluisce nei beni comuni, di cui ciascun coniuge è titolare per metà. Il passaggio a questo regime richiede una convenzione matrimoniale.
Limitare i diritti dei figli
Se non vi è un testamento con disposizioni diverse, i figli ereditano automaticamente la metà del patrimonio successorio. Per il coniuge superstite può quindi risultare difficile liquidare le quote spettanti ai figli. Con un testamento è però possibile ridurre tali diritti entro i limiti consentiti dalla legge. In questo modo, al coniuge può essere attribuita fino a tre quarti dell’eredità. In combinazione con l’attribuzione integrale degli acquisti, questa soluzione consente di massimizzare la tutela del partner.
Consiglio: il testamento olografo deve essere interamente scritto a mano, datato e firmato. Inoltre, ciascun coniuge deve redigere il proprio testamento: un testamento congiunto non è valido.
Concedere l’usufrutto
Chi desidera tutelare il più possibile il coniuge può anche attribuirgli l’usufrutto della quota ereditaria spettante per legge ai figli comuni. Il coniuge riceve così metà della successione in piena proprietà e può disporne liberamente; dell’altra metà può invece assumere l’usufrutto, amministrarla e percepirne i frutti, come interessi, redditi locativi o dividendi.
Rinuncia all’eredità da parte dei figli
Se i figli sono d’accordo, si può valutare anche una rinuncia all’eredità. Possono rinunciare volontariamente alla propria quota fino al decesso del coniuge superstite o fino a un suo eventuale nuovo matrimonio. La rinuncia deve essere disciplinata in un contratto successorio.
Consiglio: per tutelare adeguatamente il coniuge possono essere necessarie ulteriori misure. La soluzione più adatta dipende in larga misura dalla composizione del patrimonio, dal reddito e dalla situazione familiare. Può quindi essere utile valutare con un esperto quali provvedimenti adottare
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