Successione

Comunione ereditaria: cosa deve sapere

Perché le comunioni ereditarie vanno sciolte il prima possibile? Come agire in caso di disaccordo tra gli eredi? Una comunione ereditaria è soggetta a tassazione? Qui di seguito le risposte a queste e ad altre importanti domande.

Elios Suffiotti

Esperto in successione

Cos’è una comunione ereditaria?

Per legge, una comunione ereditaria nasce automaticamente alla morte del disponente, in presenza di più di un erede. Alla comunione ereditaria appartengono gli eredi legittimi e gli eredi istituiti dal disponente – non tuttavia le persone o le istituzioni cui lo stesso ha destinato un legato nel suo testamento. La comunione ereditaria continua ad esistere fino a quando la divisione dell’eredità non risulta conclusa.

I contratti stipulati dalla persona defunta vengono trasmessi alle comunioni ereditarie?

Sostanzialmente sì, comprensivi di tutti i diritti e tutti i doveri. Possono essere risolti, ma vanno osservati i termini di preavviso. Solo pochi contratti si risolvono automaticamente con la morte dello stipulante. 

Gli eredi sono garanti in forma solidale per i debiti del defunto. Ciò significa, che i creditori possono citare in giudizio un unico erede che, a sua volta, potrà citare i coeredi.

Quando la successione diventa accessibile agli eredi?

Si può accedere alla massa successoria solo con un certificato di eredità. Una volta diventati eredi a tutti gli effetti, si è autorizzati, a seconda dei casi, a pagare i debiti della persona defunta o esigere soldi a suo nome. In presenta di procure bancarie, queste solitamente restano in vigore anche dopo la morte del disponente. Ci sono però anche molte banche che non consentono un accesso immediato e completo ai conti nonostante gli aventi diritto, come coniugi e figli, siano autorizzati. In ogni caso, eseguono i pagamenti che hanno espressa attinenza con la dipartita del titolare del conto, come ad esempio i costi di sepoltura.

Scheda informativa

Pianificare la successione prima che sia troppo tardi

Le decisioni da prendere e le procedure da seguire per far sì che l'eredità venga divisa secondo le sue volontà.

L’emissione di un certificato di eredità può richiedere anche mesi, poiché vanno rispettate scadenze fisse stabilite per legge – specie se si fa fatica a trovare un erede. Solo quando risulta chiaro se gli eredi accettino o meno l’eredità, è possibile richiedere tale documento. Per questa decisione, ciascun erede ha tempo fino a tre mesi dalla data della morte del disponente.

I costi di un certificato di eredità dipendono dal cantone presso cui la persona defunta aveva domiciliato per ultimo. Nel certificato di eredità sono riportate tutte le persone aventi diritto alla successione e che non hanno rifiutato l’eredità. Tuttavia non riferisce nulla circa le modalità di divisione dell’eredità.

Un erede può decidere autonomamente?

Anche con un certificato di eredità in tasca, gli eredi non possono decidere autonomamente: possono disporre di oggetti o conti contemplati dall’eredità solo insieme. Se uno solo degli eredi nega il suo consenso, la comunione ereditaria ha le mani legate. Un solo erede in disaccordo può bloccare qualsiasi decisione della comunione ereditaria, anche se gli spetta unicamente una piccola quota del patrimonio. I coeredi saranno pertanto impossibilitati, ad esempio, a vendere azioni, affittare una proprietà immobiliare o accedere a un conto bancario.

Perché le comunioni ereditarie vanno sciolte in modo spedito?

Lo scioglimento di tante comunioni ereditarie avviene con molta difficoltà e tempi lunghissimi – o può addirittura non avere luogo. I motivi sono diversi, da ricondurre, nella maggior parte dei casi, a complicate costellazioni famigliari o alla tipologia stessa della massa successoria, difficile da dividere. Spesso, infatti, il patrimonio successorio comprende proprietà immobiliari, titoli o oggetti di valore in possesso della famiglia da decenni. Per ragioni affettive, agli eredi risulta difficile procedere a una ripartizione dettata dalla logica. Oppure obiettivi e progetti dei singoli eredi sono molto differenti.

Tuttavia, sul lungo termine, una comunione ereditaria non è certo la soluzione ideale. Più a lungo un’eredità resta indivisa, più costose e complesse diventano le rispettive pratiche da svolgere.

Scheda informativa

Consigli per le comunioni ereditarie

Questa scheda informativa spiega come deve comportarsi una comunione ereditaria per arrivare alla divisione in tempi brevi.

Se, ad esempio, muore un erede, la sua porzione viene devoluta ai rispettivi eredi. Pertanto, con il passare del tempo, la comunione ereditaria conterà un numero sempre maggiore di coeredi, i cui interessi, se possibile, si discostano ancora di più da quelli della comunione ereditaria originaria. Ecco perché sarà ancora più difficile arrivare a una decisione unanime.

Non da ultimo, trascinando la divisione per anni, le comunioni ereditarie spendono parecchio denaro inutilmente. Ciò può accadere se la loro eredità viene amministrata in modo non ottimale – per disinteresse, assenza o disaccordo. Se i portafogli titoli non vengono monitorati e amministrati correttamente e con regolarità possono perdere il loro valore.  Una eventualità questa – e di entità ingenti – che può interessare anche proprietà immobiliari se non vengono messi in atto investimenti necessari.

Come agire in caso di divergenze di opinione?

Ogni singolo membro di una comunione ereditaria può esigere una divisione giudiziale dell’eredità. Il Tribunale procede quindi a una proposta. Se gli eredi non sono d’accordo, l’autorità dispone un’assegnazione vincolante degli attivi della successione agli eredi oppure una vendita forzata di, ad esempio, una proprietà immobiliare o una vendita giudiziale. Questa è la peggiore soluzione per tutte le parti: il ricavo è, nella maggior parte dei casi, nettamente inferiore rispetto a una vendita regolare. E i costi per il procedimento giudiziario possono essere, a seconda del valore in causa, molto elevati.
  
Meglio pertanto se i membri della comunione ereditaria si accordano nel trovare un rappresentante degli eredi professionista. Questo, quale esperto imparziale, funge da mediatore tra gli eredi e contribuisce a trovare una soluzione per la divisione dell’eredità accettabile per ciascun erede. Al contempo, può amministrare il patrimonio successorio, facendo in modo che questo resti integro fino alla divisione dell’eredità – monitorando, ad esempio, con regolarità il deposito titoli e disponendo l’adeguamento della strategia d’investimento alle esigenze e agli obiettivi degli eredi.  

I compiti di un rappresentante degli eredi possono limitarsi a una serie incarichi specifici, circoscritti ad ambiti selezionati, come ad esempio la gestione del patrimonio successorio, le trattative con l’amministrazione delle contribuzioni, le stime e l’organizzazione della vendita di terreni e proprietà immobiliari oppure la preparazione e l’attuazione della divisione dell’eredità.

Quali imposte si applicano alle comunioni ereditarie?

Le eredità vengono tassate sin dal giorno della morte del disponente – anche se si riceve la propria quota molto più tardi. La comunione ereditaria non è soggetta a imposizione fiscale, ma i singoli eredi devono dichiarare al fisco il patrimonio che a fine anno risultava a loro disposizione unitamente agli utili generati dalle sostanze ereditate dalla data del decesso – in proporzione. Tale importo corrisponde al patrimonio netto del disponente, moltiplicato per la rispettiva quota ereditaria. 

Dapprima però la comunione ereditaria deve inviare alle autorità fiscali un inventario fiscale e la dichiarazione d’imposta della persona defunta, contenenti redditi e sostanze risultati al giorno del decesso.

Persino una rinuncia all’eredità può avere conseguenze fiscali. In quasi tutti i cantoni, coniuge e discendenti sono esenti dalle imposte di successione. Se però i figli, nell’ambito di una divisione dell’eredità, rinunciano alla propria quota a favore del genitore superstite, tale prassi viene solitamente considerata fiscalmente una donazione trasversale, sulla quale possono essere applicate imposte elevatissime.  

Non di rado vengono alla luce beni mai dichiarati in vita dalla persona defunta – e che dunque non erano mai stati tassati. Se gli eredi dichiarano tali sostanze nell’inventario fiscale, dovranno pagare retroattivamente le imposte sul patrimonio non tassato solo per gli ultimi tre anni. In caso di omissione, qualora le autorità fiscali venissero a conoscenza di tale denaro acquisito in nero in un secondo momento, oltre alle tasse retroattive gli eredi dovranno pagare anche una multa – che può ammontare anche a 50’000 franchi.