Investimenti

Alti rendimenti e tendenze in voga: non si lasci abbagliare

Osservando la pubblicità delle banche, è facile lasciarsi trascinare dall’entusiasmo. In questi casi, è importante prestare attenzione e valutare con criterio le proposte.

Pubblicato in data

18 Maggio 2026

Molti istituti e gestori patrimoniali fanno leva su speranze e paure nel promuovere i propri prodotti: promettono alti rendimenti o cavalcano le tendenze. Mantenga sempre un atteggiamento scettico. Abbiamo descritto alcuni esempi qui di seguito. 

+37% di rendimento

I prospetti di prodotti d’investimento con cifre simili saltano subito all’occhio: un bel +37 percento da inizio anno, ottenuto con un ETF. Considerando che gli ETF replicano indici ampi e che nel primo trimestre i corsi azionari erano in calo, una simile performance è ancora più sorprendente. 

Una spiegazione invita alla prudenza: l’ETF in questione replica un indice basato sui futures sul petrolio, che registra guadagni quando il prezzo del petrolio sale. Il rovescio della medaglia è che questo tipo di ETF è volatile e rischioso.

Consiglio: i rendimenti passati non sono un indicatore affidabile di quelli futuri. Si chieda se un investimento sia ancora valido e proficuo anche in condizioni di mercato diverse.

Distribuzioni elevate

Presti attenzione agli investimenti che promettono distribuzioni superiori alla media, ad esempio del 5 percento all’anno. Tali rendimenti possono derivare, per esempio, dai premi incassati tramite strategie su opzioni ("covered call"). Questo garantisce entrate correnti, ma nelle fasi di mercato particolarmente favorevoli il rendimento totale risulta inferiore.

Consiglio: analizzi come viene generata la distribuzione e quali rischi è necessario assumersi per ottenerla.

Investire nei trend

I fondi tematici amano promuovere le tendenze future più in voga. Quando però vengono lanciati prodotti sull’IA o sulla longevità, spesso il relativo trend in borsa ha già espresso gran parte del suo potenziale.

Consiglio: diversi studi dimostrano che molti fondi tematici non riescono a eguagliare il rendimento del mercato, pur avendo costi sensibilmente più elevati.

Sostenibile, ma per chi?

Col marchio "sostenibile" o "ESG", banche e gestori patrimoniali propongono prodotti che dichiarano di perseguire fini climatici o di far fede a criteri etici. Spesso, però, dietro queste etichette non si cela nulla di realmente nuovo: si tratta di fondi gestiti attivamente, con costi elevati. In alcuni casi, prodotti già esistenti vengono semplicemente "riconfezionati". 

Consiglio: si informi sui possibili svantaggi dei prodotti "sostenibili". Possono comportare spese più alte, una minore diversificazione o un maggiore scostamento dai rendimenti di mercato.

Chiusura dei fondi

I fondi con performance negative sono difficili da collocare e vengono quindi spesso chiusi. Restano sul mercato quelli con risultati soddisfacenti, che vengono poi pubblicizzati con maggiore enfasi. Nelle diverse classifiche compaiono così solo i "sopravvissuti", trasmettendo un’immagine distorta del successo di un gestore.

Consiglio: verifichi il "track record" del gestore e confronti diversi fondi su più orizzonti temporali.

Vuole saperne di più? Ordini la scheda informativa gratuita oppure fissi un appuntamento con un esperto nella succursale VZ a lei più vicina.