Gli Usa creano il doppio dei posti di lavoro attesi, ma tonfo Wall Street

5. Giu 2026

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WASHINGTON (awp/ats/ans) - L'economia americana corre ancora e crea a maggio 172mila nuovi posti di lavoro, il doppio delle 85mila unità stimate dagli analisti, per un tasso di disoccupazione inchiodato al 4,3%. Ma Wall Street va in direzione diversa con i listini che scontano le conseguenze della vendita massiccia dei titoli tecnologici (a partirre da quelli dei microchip), dall'aumento dei rendimenti dei Treasuries, mentre la solida occupazione americana ha rafforzato le ipotesi secondo cui la prossima mossa della Federal Reserve sui tassi sarà un rialzo, invece che l'atteso taglio, secondo i piani di Donald Trump.

Lo stesso tycoon, euforico per il boom del posti di lavoro, ha ribadito di voler vedere tassi di interesse più bassi. "Ma lascerò che se ne occupi Kevin", ha detto parlando con i media a bordo dell'Air Force One riferendosi al nuovo capo della Fed, Kevin Warsh. Poche ore prima, su Truth, Trump ha osservato che "con ottimi dati sull'occupazione, come quelli appena annunciati", i listini azionari "dovrebbero salire, non scendere. È sempre stato così per 200 anni". Inoltre, "la crescita non è sinonimo di inflazione! In quale altro modo un Paese può raggiungere la GRANDEZZA???", ha aggiunto nel post.

La sorpresa segnalata dal presidente Usa è sul calo di Wall Street (dove, dopo settimane di rialzi, il Dj ha chiuso a -1,35%, il Nasdaq a -4,18% e l'S&P 500 a -2.65%), su cui si sono addensate un po' di nubi: dalla inarrestabile corsa del settore dei microchip ai rendimenti dei titoli del Tesoro Usa, saliti sulle aspettative di possibile rialzo dei tassi da parte della Fed entro la fine del 2026: il rendimento del titolo a 10 anni ha superato il 4,5%, quello del trentennale è salito oltre il 5%.

Per altro verso, la citazione dell'inflazione da parte di Trump rimanda alla Fed e al suo neo presidente Kevin Warsh, fortemente voluto dal tycoon per l'auspicato allentamento dei tassi, in vista del primo board di politica monetaria del 16-17 giugno prossimi che dovrà presiedere.

I dati sull'occupazione più solidi delle attese, dopo i 179mila posti creati ad aprile, lasciano la Fed nella posizione in cui si trova da tempo: in attesa e in allerta, concentrata sull'obiettivo di controllo dell'inflazione previsto dal suo mandato. I tagli dei tassi non sono ancora all'orizzonte nel breve termine, ma l'assenza al momento di minacce inflazionistiche potrebbero placare le voci su un possibile rialzo. Negli ultimi giorni, i funzionari Fed hanno assunto una postura più ottimistica sul mercato del lavoro, concentrandosi più sull'ostico problema della dinamica dei prezzi. Quest'anno la banca centrale Usa ha tenuto una politica di attesa, dopo aver ridotto i tassi di tre quarti di punto nella seconda metà del 2025.

Il rialzo dell'occupazione di maggio si è concentrato in pochi settori, mentre i licenziamenti sono rimasti contenuti malgrado gli impatti già segnalati sotto la spinta dell'intelligenza artificiale. La retribuzione oraria media, infine, è salita dello 0,3% nel mese e del 3,4% nell'anno, dati entrambi in linea con le previsioni di Wall Street, ma non un bel segnale in base al 4,2% di inflazione stimata. Il potere d'acquisto, in altri termini, si sta erodendo.