Investimenti

Oro come forma di investimento: a cosa prestare attenzione

Investire in oro può essere senz’altro una buona soluzione ai fini della diversificazione del portafoglio. Tuttavia, va tenuto presente che l’oro fisico non frutta interessi e che il prezzo dell’oro è soggetto a forti oscillazioni.

Alan Hamzic

Esperto in investimenti

In linea di massima, esistono due diverse forme di investimenti in oro: da un lato l’investimento in oro fisico, una sorta di salvadanaio per periodi difficili. In questo caso l’oro svolge una funzione di riserva di valore. Sono adatte a questo scopo le monete d’oro, composte quanto più possibile da oro puro, come la Maple Leaf canadese o la Filarmonica di Vienna austriaca. Entrambe sono in oro puro (999,9 permille) e pesano esattamente un’oncia. Di conseguenza, sono solo in minima misura più care del prezzo all’oncia del lingotto.  

Il Krugerrand sudafricano e l’American Eagle contengono anch’essi esattamente un’oncia di oro, ma per via dell’aggiunta di rame sono un po’ più pesanti. Anche nel Vreneli il contenuto di oro è decisamente inferiore (90 percento). Un Vreneli da 10 franchi contiene 2,9 grammi di oro, un Vreneli da 20 franchi ne contiene 5,8. Per i Vreneli con tracce di utilizzo, i prezzi di acquisto e vendita divergono solitamente circa del 10 percento.

Se si acquistano lingotti d’oro, è consigliabile evitare i tagli troppo piccoli, ad esempio le piastrine da 1 o 5 grammi, dal momento che il sovrapprezzo è elevato.

Investimento indiretto in oro

Un’altra forma di investimento in oro è l’investimento indiretto, che non prevede l’acquisto di oro fisico, bensì la partecipazione all’andamento del prezzo dell’oro attraverso diversi prodotti d’investimento. Due sono i fattori importanti da tenere presenti in questo caso: innanzitutto il prodotto d’investimento dovrebbe riprodurre – in gergo finanziario si dice «replicare» – il più fedelmente possibile il prezzo dell’oro. Inoltre, i costi correnti del prodotto dovrebbero essere possibilmente contenuti, per non gravare troppo sul risultato dell’investimento e/o sul rendimento.

I fondi indicizzati quotati in borsa, solitamente chiamati Exchange Traded Funds o in breve ETF, soddisfano entrambe le condizioni: replicano l’andamento del valore di un indice, in questo caso il prezzo dell’oro, e sono relativamente convenienti. Di conseguenza, per gli investitori privati sono una soluzione adatta anche e soprattutto per investimenti a lungo termine. 

A quanto deve ammontare la quota di oro sul patrimonio dipende dalla tolleranza e propensione al rischio dell’investitore. A questa domanda si dovrebbe rispondere nel quadro di una strategia d’investimento complessiva. In linea generale, l’oro può rafforzare un portafoglio rendendolo più resistente alle crisi, perché il suo impiego di norma ne aumenta la diversificazione. Questo significa che il rischio viene distribuito su più classi d’investimento, il che offre la possibilità di compensare le perdite subite con alcuni investimenti con i guadagni ricavati su altre posizioni del portafoglio.

Piccoli investitori non dovrebbero però investire in oro più del 10 percento dell’intero capitale d’investimento.

Risparmiare e investire in ETF

Gestione patrimoniale con investimenti indicizzati