Investimenti
Guerra in Iran: arriva la prova del fuoco per le banche centrali
L’aumento del prezzo del petrolio non preoccupa soltanto l’economia e i consumatori, ma anche le banche centrali. In questi giorni si sono tenute importanti riunioni di politica monetaria della BNS e di altre istituzioni centrali. Ecco una panoramica della situazione.
Christoph Sax
Posizione Chief Investment Officer
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20 Marzo 2026
È prevedibile che il rincaro del greggio si rifletta rapidamente sui dati dell’inflazione. Negli Stati Uniti, ad esempio, il tasso inflattivo potrebbe salire nel breve termine dall’attuale 2,4 a circa il 3 percento.
Questa settimana cinque delle principali banche centrali hanno reso note le loro decisioni sui tassi d'interesse: oltre alla Banca nazionale svizzera (BNS), è stata la volta, tra le altre, della Banca centrale europea (BCE) e della Federal Reserve statunitense (Fed).
La grande domanda che si pongono gli investitori e gli operatori di mercato è: come gestiranno le banche centrali questa nuova situazione? Dovranno valutare l'evoluzione della situazione geopolitica.
Particolare attenzione sarà rivolta alle nuove previsioni economiche, in particolare quelle sull’andamento dell’inflazione, così come ai segnali sulle future mosse di politica monetaria.
Negli ultimi giorni, le aspettative dei mercati hanno subito importanti revisioni, come mostrano i futures sul mercato monetario: il rialzo delle attese riguarda tutte le aree, sebbene con intensità diverse.
La Svizzera è il Paese che registra le variazioni più contenute. Il mercato continua infatti a prevedere un tasso di riferimento vicino allo zero. Inoltre, l’aumento dell’inflazione dovrebbe essere nettamente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Ciò è dovuto sia al peso più contenuto delle fonti energetiche nel paniere nazionale, sia al franco forte, che esercita un effetto frenante sui prezzi.
È già chiaro che un ritorno ai tassi negativi non è contemplato, ma allo stesso tempo non è prevedibile nemmeno un rialzo del tasso guida.
Negli Stati Uniti il mercato si aspetta che la tendenza all’allentamento monetario prosegua. Tuttavia, la temporanea impennata dell’inflazione, che potrebbe protrarsi fino a un anno, a seconda dell’andamento del petrolio, ritarderà l’avvio effettivo dei tagli.
Nell’Eurozona la curva dei futures ha registrato l’aumento più marcato. Attualmente si ipotizzano due rialzi dei tassi da parte della BCE, poiché i prezzi dell’energia incidono maggiormente sull’inflazione rispetto ad altre regioni.
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Mercato immobiliare svizzero in difficoltà
Trovare un alloggio non è mai stato così difficile dal 2014, in particolare per chi dispone di un potere d’acquisto medio o basso. Lo evidenzia il "Monitoraggio del mercato immobiliare" dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Le zone più interessate dal problema sono i centri urbani e le regioni turistiche. Al momento non si intravedono segnali di miglioramento.
Aspettative economiche tedesche in calo
L’indice ZEW sulle aspettative economiche per la Germania è sceso a marzo da 58,8 a -0,5 punti, tornando in territorio ampiamente negativo. Il calo è attribuito all’aumento dei prezzi dell’energia e ai timori di inflazione legati all’escalation del conflitto con l’Iran. La valutazione della situazione attuale migliora leggermente, a -62,9 punti, ma resta debole.
Fiducia dei consumatori statunitensi in diminuzione
Il clima di fiducia dei consumatori negli Stati Uniti si è deteriorato a marzo in seguito allo scoppio della guerra in Medio Oriente. L’indice è sceso da 55,6 a 55,5 punti, toccando il livello più basso dell’anno.
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