Investimenti
Ecco come la guerra in Iran influenza le prospettive della BNS
A seguito della guerra in Iran, l’inflazione è salita in modo marcato in molti Paesi, mentre in Svizzera è rimasta sotto controllo. In questo contesto, è probabile che la Banca nazionale svizzera lasci invariati i tassi d’interesse nella prossima riunione. Ma quali sono le prospettive per i tassi nel medio periodo? Christoph Sax, Chief Investment Officer di VZ, fa un quadro della situazione.
Christoph Sax
Posizione Chief Investment Officer
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11 Giugno 2026
Il protrarsi del blocco dello Stretto di Hormuz sta alimentando l’inflazione a livello globale. I prezzi dell’energia, in particolare, hanno registrato un forte aumento, ma anche i prodotti petrolchimici sono diventati sensibilmente più costosi. In Svizzera, tuttavia, questi effetti risultano meno marcati rispetto all’Eurozona o agli USA.
Nel nostro Paese, l’inflazione si è recentemente attestata allo 0,6 percento, mentre l’inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come generi alimentari ed energia, è rimasta stabile allo 0,3 percento. Il tasso complessivo si mantiene quindi ben al di sotto della fascia obiettivo della Banca nazionale svizzera (BNS), compresa tra lo 0 e il 2 percento. Gli economisti si attendevano un incremento leggermente più pronunciato.
Non sono previste sorprese in vista della decisione sui tassi di riferimento della BNS della prossima settimana. L’istituto centrale dovrebbe lasciare i tassi invariati allo 0 percento. Di conseguenza, anche il Saron, rilevante per i proprietari immobiliari, continuerà a mantenersi vicino allo zero.
Anche nel medio periodo, lo scenario più probabile resta quello di tassi stabili, a condizione che i prezzi del petrolio si muovano lateralmente o mostrino una tendenza al ribasso. È proprio su questo punto che permangono le principali incertezze: i mercati petroliferi presuppongono attualmente un allentamento delle tensioni in Medio Oriente nei prossimi mesi. Tuttavia, se il traffico marittimo nel Golfo Persico non dovesse normalizzarsi, i prezzi dell’energia potrebbero registrare un ulteriore forte aumento.
In questo scenario, anche in Svizzera non si può escludere, nel medio termine, un moderato inasprimento della politica monetaria, verosimilmente di natura temporanea. Una fuoriuscita duratura dall’attuale contesto di tassi bassi appare comunque improbabile, anche a causa della persistente forza del franco, che continua a esercitare un effetto disinflazionistico.
La situazione si presenta invece diversa nell’Eurozona e negli Stati Uniti, dove l’inflazione rimane significativamente più elevata: nell’Unione monetaria si attesta al 3,2 percento, mentre negli USA raggiunge il 3,8 percento. La Banca Centrale Europea annuncerà la propria decisione sui tassi questo giovedì; un eventuale aumento non costituirebbe più una sorpresa.
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve dovrebbe almeno rivedere le proprie prospettive nella riunione di mercoledì prossimo, rinunciando per il momento a prospettare ulteriori tagli dei tassi. Qualora BCE e Fed dovessero effettivamente adottare un orientamento più restrittivo, per la BNS potrebbe aprirsi una finestra temporale favorevole per ridurre il proprio bilancio senza rischiare un eccessivo apprezzamento del franco.
Altre notizie dal mondo dell’economia
Attenuazione delle aspettative di inflazione negli Stati Uniti
Le aspettative di inflazione dei consumatori statunitensi hanno registrato un lieve calo a maggio 2026: l’orizzonte a un anno è sceso al 3,5 percento (rispetto al 3,6 percento di aprile). Le aspettative a lungo termine sono invece rimaste stabili. Contestualmente, le aspettative di spesa si sono ridotte, mentre è migliorata la percezione del mercato del lavoro.
Surplus commerciale cinese oltre le attese
Il surplus commerciale della Cina è aumentato sensibilmente a maggio, raggiungendo i 105 miliardi di dollari, rispetto agli 85 miliardi del mese precedente. Il dato ha superato nettamente le previsioni di analisti e investitori. La dinamica è stata trainata dalla robusta crescita degli scambi con l’estero: le esportazioni sono salite del 19,4 percento su base annua (in dollari), mentre le importazioni sono cresciute del 27,4 percento.
Mercato del lavoro statunitense ancora solido
A maggio sono stati creati oltre il doppio dei posti di lavoro rispetto alle attese degli economisti. Inoltre, i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti al rialzo. Questo rafforza la probabilità che la Federal Reserve possa adottare un orientamento più restrittivo nel medio periodo.
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