Investimenti

Banche e produttori di chip sostenuti da fattori strutturali

Le banche sono tornate a realizzare utili consistenti, mentre l’industria dei semiconduttori beneficia dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Ma si tratta davvero di una tendenza duratura e non soltanto di un fenomeno passeggero? Robert Leitner, responsabile della ricerca di VZ, illustra i fattori che stanno trainando i mercati.

Robert Leitner

Posizione Responsabile della ricerca

Pubblicato in data

23 Luglio 2026

Dalla fine del 2021, l’MSCI All Country World Index (MSCI ACWI) ha più che raddoppiato il proprio valore e, soltanto quest’anno, ha già guadagnato circa il 15 percento. Tra i principali motori della crescita figurano i titoli finanziari, che rappresentano circa il 18 percento dell’indice, e le società attive nel settore dei semiconduttori, con una quota di circa il 15 percento. La buona notizia per chi investe è che, in entrambi i comparti, gli utili dovrebbero mantenersi elevati ancora per qualche tempo.

Per le grandi banche statunitensi, il livello più elevato dei tassi d’interesse costituisce un importante fattore di sostegno, poiché accresce i ricavi generati dalle tradizionali attività di credito e di raccolta. Inoltre, gli allentamenti dei requisiti patrimoniali annunciati a marzo saranno probabilmente attuati non prima del 2027. Ciò dovrebbe offrire agli istituti un margine di manovra supplementare per incrementare gli utili anche il prossimo anno.

Attualmente, tuttavia, l’attenzione di chi investe è rivolta soprattutto all’industria dei semiconduttori, che rappresenta ormai circa la metà dell’intero settore informatico. Particolarmente significativi sono stati i risultati preliminari di Samsung: il gruppo ha aumentato l’utile trimestrale di oltre il 1800 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene il risultato sia stato favorito da una base di confronto molto bassa, per il 2025 gli analisti prevedono comunque che il fatturato dei semiconduttori quadruplichi.

Anche aziende come TSMC, Broadcom e ASML registrano tassi di crescita a due cifre sia del fatturato sia degli utili. Questa evoluzione ricorda la rivoluzione dei personal computer degli anni Novanta. Come allora, la domanda è alimentata da un ciclo d’innovazione strutturale: processori e chip di memoria devono essere sostituiti a intervalli regolari, perché i nuovi software e le nuove applicazioni richiedono componenti hardware sempre più potenti.

Questa costante necessità di rinnovamento assicura una base di fatturato relativamente stabile. L’espansione dei centri di calcolo, la diffusione delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e il perdurare del ciclo di sostituzione dell’hardware continuano a sostenere strutturalmente il settore.

Chi investe non dovrebbe tuttavia trascurare i rischi. Quello dei semiconduttori resta un settore ciclico e particolarmente sensibile ai rallentamenti congiunturali, soprattutto quando le aziende riducono la spesa informatica.

Dopo i forti rialzi degli ultimi anni, le quotazioni hanno recentemente subito una correzione di circa il 15 percento rispetto ai massimi raggiunti a giugno. Le azioni svizzere, considerate tendenzialmente difensive e caratterizzate al momento da una crescita nettamente più contenuta del fatturato e degli utili, possono contribuire ad attenuare le oscillazioni del portafoglio. 
 

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