11. Feb 2026
Descrizione
ZURIGO (awp/ats) - Negli ultimi anni, le stablecoin sono passate dall'essere un prodotto di nicchia a diventare un elemento centrale dell'economia globale delle criptovalute. Fungono in particolare da ponte tra le valute blockchain come il Bitcoin e il dollaro americano. Ecco tutto quanto c'è da sapere sul tema.
A cosa servono le stablecoin?
Le stablecoin più grandi e importanti per il mercato sono ancorate al dollaro con un rapporto 1:1. In parole povere, creano delle rampe per spostare il capitale dentro e fuori dai mercati delle criptovalute. Ciò aumenta la negoziabilità e garantisce una maggiore liquidità.
Chi utilizza le stablecoin?
Oltre a fungere da collegamento tra le criptovalute volatili e le valute cosiddette fiat (è latino e significa "sia fatto": si intende le divise delle banche centrali non supportate da riserve fisiche come l'oro o l'argento), le stablecoin vengono utilizzate sempre più spesso come mezzo di transazione rapido ed economico in regioni e paesi in cui le valute locali soffrono di inflazione o controlli sui movimenti di capitale. In molti di questi stati l'USDT della società americana Tether - impresa che gestisce l'omonima criptovaluta e che è partner della città di Lugano nel cosiddetto Plan B - funge da tempo da dollaro digitale per i pagamenti quotidiani, il risparmio o i trasferimenti internazionali. Parallelamente, cresce l'uso istituzionale: borse valori, fornitori di servizi di pagamento e applicazioni finanziarie decentralizzate utilizzano le stablecoin come strumento di regolamento centrale.
Chi è il leader di mercato?
La stablecoin leader in assoluto è appunto l'USDT ("US Dollar Tether"), che ha ormai raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 186 miliardi di dollari (142 miliardi di franchi). Tether detiene quindi circa due terzi dell'intero mercato delle stablecoin.
Di quali volumi si parla?
La crescente importanza si riflette anche nel volume delle transazioni. Solo nel 2025 sono stati trasferiti oltre 13'300 miliardi di dollari in USDT. Inoltre, gli utenti detengono ora Tether in oltre 109 milioni di portafogli blockchain, il doppio rispetto a pochi anni fa.
Come sono garantite le stablecoin?
Le stablecoin più importanti dispongono di un elevato stock di titoli di stato statunitensi a breve termine come garanzia per coprire le monete in circolazione. Secondo le stime il leader di mercato Tether detiene circa 130 miliardi in titoli americani e oltre 7 miliardi di dollari in riserve auree.
Chi si assume il rischio?
In un contesto finora largamente non regolamentato il rischio è a carico dei detentori. Ci sono già stati esempi di crollo totale e perdita di valore delle stablecoin: nel maggio 2022 si è verificato il crash di TerraUSD (UST), che ha perso definitivamente il suo legame con il dollaro ed è diventata praticamente priva di valore. Si stima che siano stati distrutti centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Come vengono regolamentate le stablecoin?
Nel mercato più importante, quello americano, sotto il governo del presidente Donald Trump, considerato favorevole alle criptovalute, nell'estate del 2025 è stato approvato e firmato il "Genius Act" (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins). Questa legge ha creato per la prima volta un quadro normativo chiaro per le stablecoin. Ora, però, il prossimo passo tanto atteso dal settore, il "Digital Asset Market Clarity Act", tarda ad arrivare. Il punto centrale della controversia è se e in quale forma le stablecoin possano essere soggette a interessi. Mentre il ramo delle criptovalute è naturalmente favorevole, quello bancario teme per i propri introiti.
Qual è la situazione delle stablecoin svizzere?
In Svizzera le stablecoin rivestono solo un ruolo di nicchia, che gli osservatori attribuiscono a condizioni quadro sfavorevoli. Le cose dovrebbero però evolversi in modo significativo quest'anno: nell'ottobre 2025 il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione una modifica della legge sugli istituti finanziari (LIsFi). L'obiettivo è quello di creare nuove categorie di licenze per le criptovalute al fine di rafforzare la protezione degli investitori e dei clienti nel settore delle cripto-attività. In concreto, il Consiglio federale propone due categorie di autorizzazioni. In futuro, gli "istituti di pagamento" potranno emettere un tipo speciale di stablecoin, ma gli emittenti saranno soggetti a obblighi particolari. La nuova categoria sostituirà l'attuale "autorizzazione fintech".
C'entra qualcosa la geopolitca?
Eccome. Le stablecoin stanno diventando uno strumento chiave nella geopolitica economica, rafforzando il dominio del dollaro americano contro le valute digitali di altre potenze. L'Ue e la Cina temono una perdita di sovranità monetaria: la Banca centrale europea (Bce) lavora all'euro digitale per contrastare la dipendenza da stablecoin in dollari, mentre lo yuan digitale (e-CNY) mira a espandere l'influenza cinese, ma procede lentamente.
E visto con lo sguardo dell'utente, in un approccio noto come user needs?
Nell'ottica del consumatore, le stablecoin offrono pagamenti rapidi e a basso costo, ma con rischi legati alla fiducia negli emittenti e all'assenza di protezioni tradizionali.