I mercati scommettono su fine guerra, bene le Borse, giù petrolio

1. Apr 2026

Descrizione

MILANO (awp/ats/ans) - I mercati scommettono su una fine vicina della guerra. Salgono così le Borse mondiali, a partire da quelle asiatiche dove Tokyo ha fatto un balzo del 5,3% e Seul l'8,4%, seguite dalle europee con Piazza Affari che ha segnato il maggior guadagno (+3,17%) mentre anche Wall Street è in chiaro rialzo.

In parallelo si è indebolito il dollaro e sono scese le quotazioni del petrolio, col Brent calato sotto la soglia dei 100 dollari al barile, salvo poi risalire leggermente (-1,5% a 102) come ha fatto poi il WTI texano, che ha toccato i 99 per muoversi successivamente sulla soglia 100 (-1%).

A dare fiducia su uno stop al conflitto in Medio Oriente sono state in prima battuta le parole di Donald Trump. Il presidente americano ha detto di ritenere che l'operazione militare in Iran finirà "entro due o tre settimane", poi ha scritto che Teheran ha chiesto un cessate il fuoco.

Pur abituati alle sue dichiarazioni talvolta contrastanti, gli investitori hanno scelto la linea dell'ottimismo senza curarsi delle minacce di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO, che hanno sostenuto gli acquisti sui gruppi degli armamenti come Leonardo (+7,9%) per l'idea che l'Europa dovrà spendere di più per la difesa.

Né i mercati hanno cambiato direzione quando l'Iran ha indicato che lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso per le navi "nemiche": al pari del greggio il gas ha perso terreno e il TTF ad Amsterdam ha chiuso a -6,4% a 47,5 euro al megawattora.

Il clima positivo ha soffiato su tutti i listini europei. Se Milano e Madrid (+3,11%) si sono scaldate di più, hanno concluso in decisa crescita anche Francoforte (+2,73%), Parigi (+2,10%) e Londra (+1,85%).

Sul fronte del reddito fisso hanno oscillato i Treasuries e i loro rendimenti: i dati macroeconomici americani sui posti di lavoro creati dal settore privato e sulle vendite al dettaglio migliori delle attese hanno rafforzato le scommesse su un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a fine anno. In flessione comunque i rendimenti dei titoli di Stato dell'eurozona: quello del BTP italiano è sceso al 3,8% e lo spread col Bund tedesco è così calato a 84,4 punti base.