Investimenti

La ripresa continua nonostante il vento contrario

Come si sviluppa la congiuntura globale? Quali impulsi prevalgono sui mercati azionari e obbligazionari? Un’analisi di Rolf Biland, Chief Investment Officer, sulla situazione aggiornata al 11 novembre 2021.

Rolf Biland

Chief Investment Officer

Sulla via del recupero dopo il crollo dovuto alla pandemia, l’economia globale non riesce più a tenere lo stesso ritmo iniziale. Le impasse di fornitura stanno diventando un problema sempre più significativo. Soprattutto la carenza di molte materie prime pregiudica sia la produzione che la situazione degli ordini. E questo trapela anche dalle pubblicazioni dei risultati aziendali relativi al terzo trimestre. Nonostante buona parte delle imprese abbia superato le aspettative in termini di fatturato e profitti, le prospettive per i prossimi mesi si sono un po’ intiepidite. 

Queste circostanze, aggiunte al recente forte aumento dei prezzi dell’energia, fungono da combustibile per la crescita del tasso d’inflazione. Nella zona euro, a ottobre l’inflazione globale è aumentata del 4,1% rispetto all’anno precedente. Si tratta della variazione più considerevole dalla crisi finanziaria di tredici anni fa. 

D’altro canto, però, le prospettive economiche restano incentrate sull’ottimismo. Sempre a ottobre, l’indice dei direttori degli acquisti (PMI) è aumentato globalmente da 54,1 a 54,3 punti. Soprattutto in Cina e in Giappone, le previsioni per il settore manifatturiero sono migliorate. Al contrario, i valori PMI nei Paesi industrializzati occidentali rimangono a un livello elevato, nonostante il recente passo indietro. 

Le banche centrali continuano a dare per scontato che sia i colli di bottiglia dell’offerta che l’inflazione incideranno solo temporaneamente sulla congiuntura, e pertanto si attengono ai loro piani. All’inizio di novembre, la Banca centrale degli Stati Uniti (Fed) ha deciso di ridurre i suoi acquisti di titoli di 15 miliardi di dollari questo mese, dai 120 miliardi di dollari finora profusi mensilmente. Tuttavia, il tasso d’interesse di riferimento situato tra lo 0,00 e lo 0,25 percento resterà invariato per il momento. 

Anche la Banca centrale europea (BCE) intende tenere fede alla sua politica di tassi d’interesse bassi per un periodo di tempo più lungo. Gli ultimi dati sulla crescita economica nel terzo trimestre – superiori alle aspettative – hanno rafforzato la posizione dei vertici BCE. Per quanto il mercato lasci presagire un primo aumento dei tassi d’interesse in autunno 2022, la presidente della BCE Christine Lagarde ha già replicato che non ritiene vi siano le condizioni per un aumento dei tassi d’interesse.
Nella riunione di dicembre, la BCE deciderà anche in che misura e per quanto tempo continueranno gli acquisti di obbligazioni dopo la scadenza del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) alla fine del marzo prossimo. 
Le prospettive per i mercati finanziari restano quindi positive. Oltre all’ottimismo dei responsabili degli acquisti, anche il sentimento dei consumatori, un po’ dappertutto, è orientato alla fiducia. Pertanto, nei prossimi mesi le economie domestiche private resteranno molto probabilmente un pilastro importante di una crescita economica superiore alla media. 

Conclusioni

  • Le impasse di fornitura globali rallentano la crescita economica.
  • L’inflazione registra nuovi record dalla crisi finanziaria.
  • I responsabili degli acquisti delle aziende restano comunque ottimisti per i prossimi mesi.
  • Le banche centrali iniziano gradualmente la fase di normalizzazione della politica monetaria, lasciando invariati i tassi di interesse

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