Investimenti

I timori di una recessione pesano sui mercati

Come si sviluppa la congiuntura globale? Quali impulsi prevalgono sui mercati azionari e obbligazionari? Un’analisi di Rolf Biland, Chief Investment Officer, della situazione aggiornata al 12 maggio 2022.

Rolf Biland

Chief Investment Officer

Le speranze di una sostanziale ripresa economica dopo le grandi ondate pandemiche sono state in gran parte deluse. Sempre più analisti stanno rettificando per quest’anno le loro previsioni al ribasso. All’orizzonte si staglia ora un nuovo pericolo. La Banca d’Inghilterra ha già asserito che il Regno Unito potrebbe scivolare in una lieve recessione all’inizio del prossimo anno, un timore che sta attanagliando sempre più anche negli USA.

A inizio maggio, la banca centrale americana FED ha proceduto ad un primo aumento dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale portando il costo del denaro in una forchetta tra lo 0,75 e l’1 percento. Si tratta del più significativo aumento dei tassi di interesse da 22 anni a questa parte. Anche la Banca d’Inghilterra (BoE) ha proceduto seguendo la stessa politica, aumentando il tasso di riferimento per la quarta volta – stavolta dello 0,25 percento all’1 percento. Una reazione, quella di entrambe le banche, al recente nonché massiccio aumento delle quote d’inflazione.

Ciò aumenta la pressione sulla Banca centrale europea (BCE), affinché segua l’esempio della FED e della BoE, aumentando anch’essa i rispettivi tassi. Finora, la BCE è stata estremamente passiva nella normalizzazione della sua politica monetaria espansiva. Il mercato si aspetta pertanto che la BCE possa procedere a un giro di vite il prossimo autunno.

Anche la Cina, un tempo locomotiva dell’economia mondiale, attualmente alle prese con serie difficoltà di crescita, non offre incentivi. Il perseguimento coerente di una strategia Zero Covid vincola sempre più spesso all’adozione di blocchi locali. Questo ostacola ulteriormente le catene di approvvigionamento globali. Molti di questi effetti diventeranno evidenti solo nei prossimi mesi a causa dei lunghi tempi necessari per i trasporti dalla Cina all’Europa.

Alla luce di queste incertezze che si riversano su più livelli, i mercati azionari si sono mossi in modo estremamente disomogeneo. I titoli ad alto potenziale di crescita (growth stock), in special modo nel settore tecnologico, hanno continuato a perdere valore in modo significativo in considerazione del continuo aumento dei tassi di interesse. In aprile, anche i prezzi di altri investimenti rischiosi, criptovalute comprese, sono scesi significativamente.

In un contesto del genere, anche le obbligazioni offrono poca protezione: nel mese di aprile, il loro valore è sceso in modo marcato, soprattutto in previsione di ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Questo si riflette anche nei titoli di Stato USA a 10 anni che sono tra i titoli di debito più liquidi al mondo. Il loro rendimento è salito sopra il 3 percento per la prima volta da quattro anni a questa parte, facendo scendere di conseguenza il prezzo dei Treasury USA.

In questo ambiente incerto, anche le azioni hanno accusato il colpo. Tuttavia, può essere considerato positivo il fatto che, dall’inizio dell’anno, gli indici importanti abbiano registrato solo perdite moderate nonostante le tante incertezze. Al contempo, molte azioni sono tornate a livelli ragionevoli in termini di valutazione.  

Conclusioni

  • Si diffondono timori di recessione, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
  • La Cina, l’ex potenza economica mondiale, sta causando ulteriori perturbazioni alla congiuntura globale a seguito della sua strategia Zero Covid.  
  • Sui mercati finanziari si riflettono pesantemente le incertezze relative all’inversione di tendenza dei tassi.

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