Lavoro ridotto: calano anche i miei contributi di cassa pensioni?

Nelle ultime settimane, a causa della crisi causata dalla pandemia da Coronavirus, oltre 1800 assicurati hanno contattato VZ VermögensZentrum. Si tratta di dipendenti di aziende assistite da VZ. Molti temono grosse lacune nella loro previdenza a seguito del lavoro ridotto o eventuali difficoltà delle casse pensioni nel gestire la situazione. Qui di seguito, una sintesi delle domande più frequenti che ci sono state rivolte. 

Lavoro ridotto e cassa pensioni: diminuiranno anche i miei contributi?

In caso di lavoro ridotto, il dipendente riceve di norma l'80 percento dello stipendio – a seconda dell'obbligo di continuazione del versamento dello stipendio. Molti assicurati vogliono sapere che effetto avrà tale riduzione sulla loro cassa pensioni. Ebbene: nonostante il "taglio" dello stipendio, il cosiddetto "salario assicurato" non viene toccato.

Ciò significa, che le casse pensioni fanno sempre riferimento al salario integrale e che i contributi non vengono ridotti. Il datore di lavoro quindi continua a versare i contributi sociali concordati contrattualmente nonché previsti per legge sulla base del salario integrale. 

Il datore di lavoro è altresì autorizzato a dedurre la quota contributiva del dipendente dal salario anche durante il lavoro ridotto. Quindi: salario ridimensionato, stessi contributi.  

Un esempio concreto: uomo singolo, stipendio lordo 10'000 franchi al mese, contributi sociali 1300 franchi; stipendio netto 8700 franchi. Con l'introduzione del lavoro ridotto, il salario lordo si riduce a 8000 franchi e l'ammontare dei contributi resta lo stesso, cioè 1300 franchi. L'assicurato riceve quindi un salario netto pari 6700 franchi. 

Non bisogna tuttavia dimenticare, che molte casse pensioni sono costrette a ridurre costantamente le loro promesse di prestazioni, a seguito di interessi costantemente bassi e una più elevata speranza di vita dopo il pensionamento. Pertanto, diventa sempre più importante che gli assicurati provvedano autonomamente a salvare la loro rendita

Liquidità: quanto è sicura la cassa pensioni del mio datore di lavoro?   

Alcuni datori di lavoro hanno costituito delle riserve "cuscinetto" in previsione di anni difficili – le cosiddette riserve dei contributi del datore di lavoro. Lo scorso 25 marzo, il Consiglio federale ha ratificato che i datori di lavoro possono, in via eccezionale, utilizzare queste riserve per pagare anche i contributi dei dipendenti. Si tratta di una misura che sarà applicata per una durata limitata, pari a 6 mesi, e servirà ad aiutare alcuni datori di lavoro a superare meglio la mancanza di liquidità.

Quanto sana e sicura sia una cassa pemsioni, dipende tuttavia anche da altri fattori come l'aliquota di conversione, il grado di copertura, la remunerazione e le spese amministrative.

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Regime sovraobbligatorio: il mio datore di lavoro può sospendere il versamento dei contributi di risparmio? 

Molti datori di lavoro corrispondono prestazioni migliori rispetto a quelle previste per legge, versando, ad esempio, contributi di risparmio nell'avere sovraobbligatorio della previdenza professionale. Ebbene: molte casse pensioni permettono ora ai datori di lavoro, su intesa con i loro collaboratori, di sospendere il versamento di tali contributi. 

In questo modo, il dipendente accumula in effetti meno denaro nella cassa pensioni. Ma anche in questo caso, è necessario comprendere, che tali misure servono ad aiutare le aziende a ridurre i loro costi a corto termine – per salvare il posto di lavoro di tutti.

Coronavirus e crolli in borsa: meno interessi in cassa pensioni?

Molti assicurati temono che i loro averi previdenziali non rendano più. In effetti, le perdite dei corsi azionari colpiscono anche le casse pensioni svizzere. Questo influisce in parte massicciamente sui gradi di copertura. 

Al momento ci si chiede se gli averi previdenziali nel 2020 riusciranno a essere remunerati come nel 2019 – una maggiore remunerazione, conformemente alle disposizioni LPP2, potrebbe essere considerata solo se viene raggiunto almeno il 75 percento delle riserve di oscillazione. 

È tuttavia rassicurante sapere, che le casse pensioni figurano tra gli investitori più capaci in Svizzera: sanno gestire le crisi e sanno come amministrare le riserve che hanno accumulato negli anni azionari migliori.

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