Riscatto nella cassa pensioni: quanto può versare

I versamenti volontari nella cassa pensioni possono essere dedotti dalle imposte. Non possono tuttavia essere di entità facoltativa.

La maggior parte degli attivi professionalmente può versare più contributi rispetto a quelli corrisposti mensilmente dal loro datore di lavoro – a patto che esistano lacune contributive.

La cosiddetta lacuna contributiva può essere generata, ad esempio, da un aumento salariale. La rendita di vecchiaia viene infatti calcolata in base ai contributi versati. Di conseguenza, la rendita stimata fino al momento dell’aumento non corrisponde più alla nuova situazione reddituale. Le lacune contributive possono sorgere anche dopo un lungo periodo di pausa lavorativa – dedicata al perfezionamento professionale o a un soggiorno all’estero oppure a seguito di un divorzio, figli o cambiamento del posto di lavoro.

Riscatti possibili solo dopo la restituzione dell’anticipo per la casa

Chi ha riscosso parte del suo avere di cassa pensioni per finanziare la propria casa può effettuare riscatti volontari solo dopo aver rimborsato quanto ha prelevato in anticipo. Questa limitazione decade qualora si scelga di costituire in pegno l’avere previdenziale anziché incassarlo in anticipo.

Nonostante il prelievo anticipato, i riscatti volontari sono possibili se servono a colmare lacune previdenziali a seguito di un divorzio oppure se è troppo tardi per procedere a un rimborso. Presso alcune casse pensioni, infatti, i prelievi anticipati possono essere rimborsati al più tardi solo fino a tre anni prima del pensionamento.

Versamenti massimi indicati nel certificato di cassa pensioni

Il potenziale di riscatto dovrebbe essere riportato nel certificato previdenziale che le casse pensioni inviano ogni anno ai propri assicurati. Se così non fosse, è possibile richiedere informazioni in merito direttamente alla propria cassa pensioni.

Esiste dunque un tetto massimo stabilito per l’ammontare dei riscatti e delle limitazioni. Ad esempio: chi non versa il proprio capitale di libero passaggio nella cassa pensioni del datore di lavoro deve dedurre il rispettivo importo dal tetto massimo di riscatto. Altro scenario: chi lavora in proprio ed esegue versamenti nel pilastro 3a si ritrova un capitale più consistente rispetto a quello che accumulerebbe in qualità di dipendente. Ebbene: dovrà dedurre la differenza tra i due importi dal tetto massimo di riscatto. 

Un riscatto nella cassa pensioni conviene?

Come aumentare il tetto massimo di riscatto.

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