Informazioni sui mercati finanziari

Newsletter del 12 marzo 2021

Come si sviluppa la congiuntura globale? Quali impulsi prevalgono sui mercati azionari e obbligazionari? Un’analisi di Rolf Biland, Chief Investment Officer presso VZ. 

L’aumento dei tassi obbligazionari tiene in apprensione i mercati

Le prospettive di una crescita economica dinamica nel corso dell’anno stimolano al contempo le aspettative di inflazione. La conseguenza: anche i tassi d’interesse sul mercato dei capitali stanno aumentando.

A seguito del rallentamento economico innescato dalla seconda ondata di Coronavirus, diversi indicatori preconizzano uno sviluppo congiunturale piuttosto dinamico per il proseguo dell’anno. Infatti, grazie ai progressi compiuti nel processo di vaccinazione, l’economia non solo dovrebbe visibilmente normalizzarsi, ma addirittura prosperare grazie ai notevoli risparmi dei cittadini e agli effetti di recupero sui consumi. I mercati delle materie prime stanno già anticipando in parte questo sviluppo. I prezzi del greggio e di vari metalli industriali, per esempio, puntano verso l’altro da mesi.

Tuttavia, la prospettiva di un boom economico sta facendo lievitare anche le aspettative di inflazione, e di conseguenza anche i tassi di interesse del mercato dei capitali. Gli investitori intendono infatti essere ricompensati per il maggiore rischio di inflazione. E questo aumento dei tassi d’interesse ha stemperato un po’ l’umore sui mercati finanziari, prendendo di sorpresa molti investitori.

Se i tassi d’interesse del mercato dei capitali dovessero continuare a salire, è probabile che le ultime tendenze del mercato dovrebbero protrarsi: regressione dei titoli dei settori tecnologico e sanitario, più sensibili ai tassi d’interesse, e ripresa dei titoli ciclici e finanziari. Questa rotazione settoriale, come viene denominato il fenomeno tra gli esperti finanziari, può essere osservata anche in altre classi di investimento. Fondamentalmente, stiamo comunque assistendo a una correzione delle quotazioni sui mercati. I valori sensibili ai tassi d’interesse come le obbligazioni a lunga scadenza con una cedola bassa e le azioni incentrate sulla crescita con il loro elevato flusso di cassa previsto in futuro tendono a essere declassate. Invece, le classi d’investimento come le obbligazioni ad alto rendimento o le obbligazioni societarie acquistano maggiore popolarità.

Nonostante le apprensioni legate ai tassi d’interesse, il rischio di un aumento dei tassi nominali è comunque considerato ancora molto basso. I rappresentanti delle principali banche centrali del mondo hanno dichiarato praticamente in ogni occasione e per mesi che terranno fede alla loro politica espansionistica e incentrata su stimoli monetari fino a quando almeno le peggiori conseguenze del Covid-19 non saranno un ricordo e l’inflazione non avrà superato il due percento. Secondo le stime di consenso, è probabile che i tassi di interesse di riferimento resteranno ancora a lungo ancorati allo zero, almeno per i prossimi due anni. Anche il mercato conferma questa previsione. In ogni caso, l’aumento generale dei rendimenti sul mercato obbligazionario non si riflette sui titoli di Stato USA a 2 anni (grafico). In altre parole: gli investitori non si aspettano un aumento dei tassi di interesse fino al 2023.

Rendimenti obbligazionari in aumento – ma non a breve termine
I segnali provenienti dal mercato obbligazionario americano sono chiari: per i prossimi due anni, i tassi d’interesse nominali non dovrebbero aumentare.
Rendimenti obbligazionari in aumento – ma non a breve termine

Fonte: Bloomberg

Tuttavia, molti esponenti delle banche centrali hanno comunque sentito la necessità di commentare la situazione attuale per contribuire a gettare acqua sul fuoco. Per esempio Lius de Guindos, vicepresidente della Banca Centrale Europea (BCE), ha chiarito che la BCE dispone di strumenti sufficienti per contrastare qualsiasi aumento indesiderato dei rendimenti obbligazionari. Se necessario, ha affermato, la BCE è pronta a "ricalibrare" il programma miliardario di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP), incluso il quadro di acquisto. Programma che nel frattempo impegna 1850 miliardi di euro. Tuttavia, circa mille miliardi di euro non sono stati ancora utilizzati. "Non mancano lo spazio di manovra e le munizioni" ha commentato de Guindos.

Gli sviluppi sui mercati finanziari internazionali continuano a offrire diverse opportunità agli investitori. Questo è il motivo per cui recentemente molti investitori professionali come gli hedge fund hanno sfruttato queste battute d’arresto dei corsi soprattutto per configurare i loro portafogli in modo ancora più offensivo. Per i piccoli investitori, tuttavia, è ancora consigliabile concentrarsi sull'”usato sicuro”: rimanere fedeli alla propria strategia di investimento e non fare esperimenti.

Eppure, con l’inversione di tendenza delineatasi recentemente grazie al rinnovato vigore del dollaro USA, tali speculazioni hanno perso terreno. Tuttavia possono, come spesso accade sui mercati finanziari, sovrapporsi più fattori: da alcune settimane, la rivalutazione del biglietto verde, in special modo rispetto all’Euro, può anche essere spiegata con l’aspettativa di una economia rafforzata del Paese. In confronto all’Europa infatti, gli USA stanno procedendo molto più rapidamente nel vaccinare la popolazione.

Conclusioni

  • Le prospettive di una crescita economica dinamica nel corso dell’anno stimolano al contempo le aspettative di inflazione. La conseguenza: anche i tassi d’interesse sul mercato dei capitali stanno aumentando.
  • I tassi d’interesse nominali non dovrebbero comunque aumentare nei prossimi anni. Al contrario, fino a nuovo avviso le banche centrali delle principali aree valutarie manterranno una politica espansiva e incentrata sugli stimoli monetari.
  • Gli sviluppi sui mercati finanziari internazionali schiudono promettenti opportunità per gli investitori.

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