Informazioni sui mercati finanziari

Newsletter del 15 maggio 2020

Come si sviluppa la congiuntura globale? Quali impulsi prevalgono sui mercati azionari e obbligazionari? Un’analisi da parte di Rolf Biland, Chief Investment Officer presso VZ. 

Massima incertezza sull’entità della recessione globale

Le conseguenze del Coronavirus risultano ancora poco quantificabili, aspetto che aggrava il clima di incertezza. Inoltre, in assenza di un vaccino, pende ancora un grosso punto interrogativo sulla possibilità di tornare alla normalità, sia a livello di vita economica che pubblica.

Stiamo vivendo un momento del tutto eccezionale, che colpisce anche e soprattutto le borse. Interpretare i segnali – in parte anche contrastanti – sui mercati finanziari è tutt’altro che semplice.

Da un lato si assiste all’impressionante ripresa dei mercati azionari e alla stabilizzazione del prezzo del greggio – anche se a livelli di prezzo molto bassi (si veda il grafico in basso). Indicatori, entrambi, che potrebbero segnalare un sopraggiunto ottimismo tra gli investitori. Dall’altro lato, il prezzo dell’oro continua a reggere livelli molto elevati, aspetto che lascia intendere la necessità di sicurezza da parte degli investitori. Sul mercato delle obbligazioni, i premi di rischio per i titoli di aziende dalla scarsa solvibilità non accennano a scendere. In questo caso, gli investitori si mostrano scettici in riferimento allo sviluppo congiunturale e all’efficacia degli stimoli di natura politico-fiscale, senza precedenti a livello storico, messi in campo a superamento della crisi dovuta al Coronavirus.

Il prezzo del greggio ritrova stabilità
Sul mercato del greggio, domanda e offerta continuano a non collimare. Ora, a seguito del crollo dei prezzi, sembra essere subentrata una certa stabilità.
Il prezzo del greggio ritrova stabilità

Fonte: Bloomberg

L’andamento disarmonico nelle varie classi d’investimento è probabilmente da ascrivere alla grande incertezza circa entità e durata della probabile e imminente recessione globale. Effettivamente, i segnali di rallentamento dell’economia mondiale si stanno gradualmente manifestando. Indicatori congiunturali come l’indice dei direttori degli acquisti, che ha subito un crollo verticale, o l’indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche offrono importanti punti di riferimento e aiutano a inquadrare meglio la situazione attuale.

Si tratta comunque di dati soggettivi basati su sensazioni e stime. Tuttavia, anche i dati oggettivi come gli indicatori macroeconomici non offrono una visione integrale della realtà economica. Un esempio sono le cifre del prodotto interno lordo (PIL) per il primo trimestre 2020. Nell’Eurozona il PIL è sceso del 3,8 percento rispetto al trimestre precedente, negli USA risulta un calo del 4,8 percento annualizzato. In entrambi i casi la flessione è netta ed eccezionale, e questo nonostante l’economia si trovi in uno stato di «coma farmacologico» soltanto dalla seconda metà di marzo. Gli effetti del lockdown si rifletteranno per intero sui dati del PIL solo dal secondo trimestre.

Le conseguenze del Coronavirus risultano quindi ancora poco quantificabili, aspetto che aggrava il clima d’incertezza. Inoltre, in assenza di un vaccino, al momento pende ancora un grosso punto interrogativo sulla possibilità di tornare alla normalità, sia a livello di vita economica che pubblica. Non senza esitazioni, molti Paesi stanno allentando le misure anti-pandemia. Infatti, il rischio di una seconda ondata di contagi non può essere completamente escluso.

Un ulteriore fattore di insicurezza è costituito dal conflitto commerciale USA-Cina, balzato agli onori delle cronache negli ultimi giorni a causa di vari tweet del presidente Trump, in cui minaccia nuovi dazi puntivi per la Cina, rea a suo dire di non essersi adoperata abbastanza per contenere l’espansione del Coronavirus.

Nel prossimo futuro, pertanto, sui mercati azionari si assisterà probabilmente a diverse oscillazioni di corso. Gli investitori non dovrebbero quindi abbandonare la propria strategia d’investimento a lungo termine, mantenendo un assetto difensivo per il loro portafoglio.

Conclusioni

  • Gli effetti poco tangibili delle conseguenze del Coronavirus sono un grosso fattore d’incertezza.
  • Il conflitto commerciale si cristallizza come ulteriore fattore d’instabilità.
  • Gli investitori dovrebbero mantenere la propria impostazione difensiva e tenere fede alla loro strategia a lungo termine.

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