Immobili

Tassi in rialzo: cosa significa per chi è proprietario di una casa?

Recentemente, le ipoteche a tasso fisso sono diventate piuttosto costose. Per questo, chi ha casa dovrebbe mantenere la calma e optare per alternative più convenienti.

Gabriella Mannino

Perito immobiliare

Impossibile non accorgersene: dall’inizio dell’anno, i media non fanno che preannunciare un imminente nonché significativo rialzo dei tassi. Recentemente, in effetti, presso alcuni finanziatori, le ipoteche sono tornate ad essere costose quanto quattro anni fa. Le più recenti variazioni dei tassi sono dovute alla banca centrale americana che quest’anno, per la prima volta dal 2018, vuole tornare ad aumentare i tassi di riferimento in più fasi.

Il rialzo dei tassi genera incertezza tra i proprietari di beni immobili, poiché interessi più elevati si traducono in costi maggiori quando si stipula un’ipoteca. Ad approfittare di tale situazione sono, in prima linea, le banche. Queste infatti fanno spesso uso del timore di un rialzo dei tassi per rendere le ipoteche a tasso fisso a lungo termine più appetibili per i loro clienti un approccio che tende a riproporsi appunto proprio in questo periodo. Infatti, proprio coloro che hanno contratto un mutuo ipotecario acquistando un immobile in una fase in cui i tassi erano estremamente bassi temono ora una loro rapida impennata, che si tradurrà – al più tardi al rinnovo dell’ipoteca – in costi maggiori.

Ma anche questa volta, teniamo a ribadire quanto segue: incertezza e panico sono immotivati, perché in Svizzera una svolta dei tassi è ancora lontana. In effetti, gli interessi relativi alle ipoteche a tasso fisso sono aumentati, mentre quelli relativi alle ipoteche di breve durata (ipoteche Saron) sono rimasti invariati – e dunque bassi. I rispettivi tassi d’interesse si basano sui tassi di riferimento della Banca nazionale svizzera (BNS) e questi sono negativi. La BNS non ha attualmente alcun motivo per retrocedere dagli interessi negativi.  Sinora non vi è stato alcun segnale che abbia lasciato presagire un loro aumento nel corso di quest’anno. Affinché i tassi direttori tornino ad essere positivi, la BNS dovrebbe aumentare il suo tasso di riferimento quattro volte, ogni volta di 0,25 punti percentuali.

Scheda informativa

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Fondamentalmente, il vincolo ai tassi fissi ha ragion d’essere solo se esistono validi motivi di temere un netto aumento dei tassi. Tuttavia, il contesto economico e l’elevato indebitamento pubblico non consentono in alcun modo di applicare una politica di aumenti a breve termine. Pertanto conviene mantenere la calma. 

Sul lungo termine, infatti, la curva degli interessi potrebbe tornare ad essere piatta. Ciò significa che, in questo settore, non vi saranno grandi cambiamenti. Inoltre, le ipoteche a tasso fisso continuano ad essere nettamente più costose delle ipoteche del mercato monetario (Saron). 

Pertanto conviene, anche nell’attuale contesto di interessi, optare per le ipoteche del mercato monetario: in passato, i proprietari di beni immobili sono riusciti a risparmiare in questo modo parecchio denaro – come dimostrano i calcoli di VZ.

 

Non è un caso, che le banche, nonostante esiti così evidenti, preferiscano vendere le ipoteche a tasso fisso. Tra le loro attività principali, infatti, figurano le operazioni sul margine di interesse. Vale a dire: le banche concedono in prestito gli investimenti a corto termine dei loro risparmiatori a debitori a lungo termine – proprio mediante ipoteche a tasso fisso pluriennali. Poiché il denaro è vincolato più a lungo, la banca può richiedere per questo interessi più elevati di quelli che versano ai risparmiatori per i loro investimenti. Per questo, molte banche raccomandano principalmente ipoteche a tasso fisso a medio e lungo termine e offrono ipoteche del mercato monetario solo su espressa richiesta

Anche gli agenti intermediari indipendenti che lavorano in ambito immobiliare raccomandano principalmente ipoteche a tasso fisso sul lungo termine. In genere, maggiore è la durata dell’ipoteca, più elevata è la provvigione degli intermediari. Pertanto, questi hanno un chiaro incentivo a raccomandare le ipoteche a tasso fisso di lunga durata, poiché su queste riescono a guadagnare di più.

Tuttavia, negli ultimi 30 anni, le ipoteche del mercato monetario si sono rivelate la soluzione più conveniente in quasi tutti i periodi di 10 anni. Attualmente non vi è alcun segno che questo cambierà presto.

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