Pensionamento

Il furto in sordina delle rendite

Gli svizzeri in età lavorativa, di fronte al calo delle rendite, dovrebbero reagire positivamente. È quanto afferma il giornalista Markus Städeli. In un’intervista spiega perché.

Signor Städeli, in un suo articolo commenta in modo lapidario: "Più bassa è l’aliquota di conversione, meglio è!" Una provocazione ai futuri pensionati?

Assolutamente no! Mi rivolgo alla fascia generazionale under 50. Più velocemente e drasticamente scende l’aliquota di conversione, meglio vivrà da pensionato chi oggi è ancora giovane e professionalmente attivo.

Perché è convinto di questo?

Convertendo l’avere previdenziale a un’aliquota più bassa, verranno spillati meno utili maturati dai risparmi dei lavoratori al fine di finanziare le rendite degli attuali pensionati.

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Perché è convinto di questo?

Convertendo l’avere previdenziale a un’aliquota più bassa, verranno spillati meno utili maturati dai risparmi dei lavoratori al fine di finanziare le rendite degli attuali pensionati.

Lei critica la ridistribuzione di risorse dagli attivi ai pensionati...

In realtà è un furto e, come tale, è scorretto. Si tratta in definitiva di una miscela tossica, composta da interessi bassi, speranza di vita in aumento ed età di pensionamento precoci e poco realistiche – 64 o 65 anni. Tutto ciò ha fatto sì che da anni miliardi di franchi vengano ridistribuiti dagli attivi ai pensionati. Il certificato di cassa pensioni non riporta come chi lavora, a seguito di tale provvedimento, perde il suo denaro. Tale furto avviene in sordina, semplicemente remunerando i risparmi con interessi più bassi.

L’effetto degli interessi composti viene così praticamente azzerato e i più giovani vengono truffati.

Può fare un esempio?

Chi oggi riesce a mettere da parte 200'000 franchi, tra 20 anni, al momento di andare in pensione, disporrà di un capitale di circa 360'000 franchi se remunerati a un interesse del 3 percento. Se invece l’interesse applicato è solo dell’1 percento, il capitale ammonterà ad appena 245'000 franchi. Si tratta di quasi un terzo in meno!

Cosa consiglia a chi lavora e andrà in pensione solo tra qualche anno?

Di tenere gli occhi aperti e di controllare sul certificato di cassa pensioni come vengono gestiti e remunerati i suoi risparmi. La rendita presumibile è ad oggi una mera speculazione, poiché in futuro avremo la possibilità, ad esempio, di lavorare oltre l’attuale età pensionabile. È anche altamente improbabile che si resti assunti presso lo stesso datore di lavoro fino ad allora. Se l’aliquota di conversione si conferma "misera" al pensionamento effettivo, si dovrebbe verificare quanto è possibile riscuotere in forma di capitale – e darsi da fare per far rendere il proprio denaro. Va da sé che il terzo pilastro diventa imprescindibile – quanto prima lo si stipula, meglio è.

Ma anche il conto 3a ormai non matura praticamente più alcun interesse...

Vero. Anziché scegliere un conto 3a, è più ragionevole e redditizio puntare sui titoli, con ETF e fondi indicizzati convenienti. Chi risparmia a lungo termine riesce a gestire meglio i rischi e a migliorare il rendimento.

Il Personaggio

Markus Städeli, 45 anni, scrive per NZZ am Sonntag dal 2007. Ha studiato economia aziendale e ha iniziato la sua carriera di giornalista già durante gli studi. Ha lavorato per Basler Zeitung, Cash e Handelszeitung. È sposato e ha due figli.