Investimenti

Bitcoin: rivoluzione ETF con difetti di fabbrica

Da qualche settimana, negli Stati Uniti è possibile investire in un ETF su Bitcoin quotato in borsa. Un passo importante che rafforza ulteriormente l’interesse degli investitori verso questa classe d’investimento. Tuttavia, il prodotto non è esente da lacune.

Gianmarco Amato

Esperto in investimenti

La valuta digitale Bitcoin ha posato posato un’importante pietra angolare proprio nel momento in cui ha raggiunto il suo primato storico e poco prima del tredicesimo anniversario dalla pubblicazione del suo white paper, considerato l’atto di costituzione della principale criptovaluta. Per la prima volta, l’ente statunitense per la vigilanza della borsa valori (SEC) ha approvato una richiesta di quotazione di un ETF su Bitcoin. In passato, numerosi tentativi effettuati a partire dal 2013 per ottenere l’autorizzazione all’emissione di un simile prodotto erano falliti. Nel frattempo, però, la percezione della collettività verso le criptovalute è considerevolmente cambiata. Gli investitori hanno mostrato notevole interesse verso il prodotto, che a sua volta ha registrato volumi di negoziazione da primato.

Scheda informativa

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Il lancio del primo ETF su Bitcoin negli USA rappresenta un passo importante, poiché la regolamentazione americana può fungere da apripista per altri Paesi. Ciononostante, la struttura dell’ETF presenta un difetto. Se Paesi come Canada e Australia hanno già approvato ETF su Bitcoin garantiti fisicamente, la Commissione statunitense per i titoli e gli scambi (SEC) ha deciso di ammettere un prodotto basato su future.

Gli ETF adottano una replica fisica o sintetica (descrizione dettagliata a riguardo nella scheda informativa gratuita "Scegliere l’ETF giusto"). Con la replica fisica si investe direttamente nel valore di base. In caso di replica sintetica, invece, il valore di base è rappresentato indirettamente tramite contratti future su una borsa a termine o tramite operazioni swap.

La SEC spiega l’approvazione di un ETF sintetico adducendo il motivo della protezione degli investitori. Ciononostante, questo approccio ha anche diversi svantaggi. Un ETF su Bitcoin basato su future presenta i seguenti problemi: determina costi aggiuntivi (detti costi di rollover), poiché i contratti a termine giungono prima o poi a scadenza e vanno quindi rinnovati. Sorgono quindi rischi di controparte. Un ETF non deve per forza essere investire completamente in future su Bitcoin e il funzionamento stesso dei future può promuovere ulteriori oscillazioni di prezzo.

I costi di rollover, in particolare, costituiscono un onere piuttosto considerevole dal momento che erodono non poco il rendimento. A seconda della situazione di mercato, per il passaggio al prossimo contratto si paga di più rispetto al valore attuale del contratto. Stando ai calcoli di Asset Manager Horizons, da quando al Chicago Mercantile Exchange (CME) sono stati ammessi future su Bitcoin, il rendimento dell’investimento tramite contratti future sarebbe inferiore del 100% rispetto a quello di un investimento diretto in Bitcoin. La figura mostra l’andamento diverso del prezzo del Bitcoin e dei future: il rendimento inferiore risultante e illustrato per mezzo della superficie in rosso. 

Fonti: Bloomberg, Horizons Bitcoin Front Month Rolling Futures Index

Si pone quindi la domanda se l’investitore sia effettivamente più tutelato. Nell’ottica dei rischi, spesso si considera che quelli degli ETF con metodo di replica fisica siano inferiori. Pertanto, generalmente andrebbero preferiti gli ETF con replica fisica, se possibile e a prescindere dalla classe d’investimento.

Regolamentazione di prodotti alla Borsa svizzera

In Svizzera, non sono ancora stati approvati ETF sulle criptovalute. Gli ETP (Exchange Trades Products) disponibili nel nostro Paese investono fisicamente sui valori di base di riferimento. Con questi prodotti, l’istituto offerente custodisce in portamonete digitali (cosiddetti wallets) i valori patrimoniali digitali e le chiavi private (cosiddette private keys). Questo approccio e la regolamentazione svizzera rappresentano un vantaggio rispetto agli ETF americani su base future. Va comunque osservato che, a differenza degli ETF di tipo classico approvati in Svizzera, questi prodotti non sono considerati patrimonio speciale. Di conseguenza, si corre un determinato rischio associato all’emittente. 

Vantaggi e svantaggi di vari metodi di applicazione 

La negoziazione di ETF, ETP o prodotti strutturati risulta comunque piuttosto semplice, e anche la loro custodia in sicurezza non presenta problemi. Un approccio indiretto, tuttavia, prevede diversi svantaggi e costi. In particolare per i prodotti a replica sintetica come gli ETF americani, possono sorgere notevoli differenze di prezzo rispetto al valore di base. Inoltre, per questi prodotti le spese di gestione ricorrenti si situano tra l’1 e il 4 percento all’anno.

Nella maggior parte dei casi, un investimento diretto è da preferire. Investimenti fisici diretti sono più comprensibili, hanno costi inferiori e garantiscono maggiore sicurezza.

A titolo informativo: ai propri clienti, VZ offre la possibilità di accedere direttamente e senza complicazioni a valori patrimoniali digitali come Bitcoin. A questo scopo, VZ collabora assieme a partner di gestione di valori patrimoniali digitali autorizzati dalla Finma, i quali custodiscono le chiavi private in un wallet separato e senza rischio di smarrimento. Questo servizio offre lo stesso grado di comodità dell’esecuzione di un classico ordine di borsa e può essere integrato facilmente in un deposito esistente. Inoltre, il cliente riceve un rapporto consolidato in cui è indicato l’andamento di tutti i suoi valori patrimoniali, incluso anche l’attestato fiscale annuale.

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